14/12/2007, 00.00
INDIA
Invia ad un amico

New Delhi propone maggiori sanzioni contro i feticidi femminili

di Nirmala Carvalho
Multe più severe e carcere fino a 7 anni. In 20 anni, si stima ci siano stati 10 milioni di aborti di bambine. Nel Paese i maschi sono ormai molti di più. Cardinal Gracias: l’impegno della Chiesa per l’assistenza medica e contro la violenza alle donne.

New Delhi (AsiaNews) – Per combattere i diffusi feticidi femminili, il governo il 12 dicembre ha proposto di inasprire le sanzioni previste dal Prenatal Diagnostic Techiniques Act per chi determina il sesso del feto. Per il cardinal Gracias è un’iniziativa benvenuta, ma occorre combattere la mentalità che approva l'uccisione delle bambine.

Ci saranno multe fino a 5mila rupie (con un aumento di 10 volte) e carcere fino a 7 anni, e premi per chi segnali questi fatti. Previsto anche un maggior controllo sugli ospedali che praticano aborti.

Secondo le Nazioni Unite, in India sono abortiti ogni giorno quasi 7mila feti femminili. Di recente la popolazione maschile ha superato quella femminile, con una proporzione di 1.000 a 927. Il giornale medico britannico Lancet stima che negli ultimi 20 anni ci siano stati oltre 10 milioni di aborti di bambine.

Il dottor Pascoal Carvalho, membro del Comitato diocesano per la vita umana, spiega ad AsiaNews che l’aborto selettivo del sesso “è più comune tra i ceti più abbienti e con miglior cultura”. Dito puntato anche contro quei donatori esteri che “domandano le statistiche sul controllo delle nascite e insistono per l’adozione di un criterio di pianificazione familiare, e solo dopo concedono fondi al Paese”.

Il cardinale Oswald Gracias spiega ad AsiaNews che “è urgente affrontare il feticidio femminile, che è una violenza contro la donna”. “E’ ironico che questo vero crimine contro l’umanità sia reso possibile dal miglioramento della medicina e delle tecniche per determinare il sesso del feto. E’ pure triste che feticidi e aborti siano praticati da bravi medici. La Chiesa indiana combatte l’aborto e ogni forma di discriminazione sessuale e vede con favore questa iniziativa del governo.”

Ma per combattere il fenomeno occorre intervenire sulla diffusa convinzione sociale che i genitori possano abortire una figlia femmina perché volevano il maschio. “Nei nostri centri medici – prosegue il cardinale - che arrivano anche nelle zone più remote dell’India rurale, promuoviamo il rispetto della persona umana ad ogni stadio della vita. Nelle nostre scuole per medici insegniamo il diritto inalienabile alla vita, anche di chi non è ancora nato. La Chiesa ha oltre 5mila dispensari, in gran parte per assistere la maternità, che provvedono cure mediche ai più poveri tra i poveri. Abbiamo orfanotrofi e centri giornalieri per la cura dei neonati.”

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Sr Nirmala testimone di Cristo fra gli indù del suo paese natale
07/03/2004
Aborto oltre le 20 settimane: avanza la “cultura di morte”
16/02/2009
La Chiesa indiana “scettica” verso i registri delle nascite
14/07/2007
La Chiesa cattolica contro la discriminazione sessuale in India
14/12/2006
Boom dell'economia cinese, tutto a svantaggio delle donne
08/03/2004