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    » 31/12/2004, 00.00

    thailandia

    Dopo lo tsunami: nella preghiera la gente si chiede "perchè?"

    Weena Kowitwanij

    Ieri sera messe di suffragio in tutte le chiese cattoliche della Thailandia. Ricordata la solidarietà del papa; il card. Kitbunchu esorta i governanti alla "saggezza".

    Bangkok (AsiaNews) - Il conto dei morti in Thailandia ha raggiunto quota 4500, dei quali 2230 turisti stranieri; i feriti sono 9824, ma si tratta di numeri provvisori, destinati ad aumentare. La regione più colpita è Phang Nga, che si affaccia sul Mar delle Andamans. Il vescovo locale, mons. Pratan Sridarunsil, afferma che solo in quest'area ci sarebbero oltre 2 mila vittime, mentre i feriti ammontano a 5573.

    I leader delle diverse religioni nel paese hanno celebrato liturgie e riti di suffragio per le vittime dello tsumani, pregando anche per le famiglie colpite dalla sciagura. Ieri sera alle 19 in tutte le chiese cattoliche si è celebrata una messa per le anime dei defunti e si è pregato per i sopravvissuti. Nella cattedrale dell'Assunzione, a Bangkok, l'arcivescovo locale card. Michael Michai Kitbunchu, ha presieduto una messa alla presenza di 600 fedeli. Il nunzio apostolico ha letto il messaggio di condoglianze e di solidarietà del Papa che conferma una preghiera speciale per la chiesa thailandese. Riferendosi alla lettera di san Paolo ai Romani, il card. Kitbunchu ha dichiarato che i doveri di ciascuno verso gli altri si riassumono "nell'amare il prossimo come noi stessi" e ha chiesto di "essere grati per la generosità degli aiuti". Il cardinale ha poi chiesto "una speciale saggezza" da parte dei governanti e la fortezza per tutti nel fronteggiare la difficile situazione.

    Tra i presenti alla messa vi sono domande di fede su quanto avvenuto: "Da un punto di vista umano è molto difficile accettare la situazione" afferma fratel Sakda Kitcharoen, superiore provinciale della Congregazione di san Gabriele. "Ma come cattolici dobbiamo rifarci alla buona notizia di Giobbe e cercare di capire e far fronte alla situazione. Perché Dio, che è Dio di Amore e Misericordia, ha lasciato che avvenisse una cosa del genere? Qual è il suo piano? Ma nello stesso tempo la cosa più importante è incoraggiarci l'un l'altro e darci reciprocamente una mano il più possibile".

    Fr. Sakda domani si recherà a Phang Nga insieme al vescovo Pratan per "vedere cosa possiamo fare concretamente per aiutare i poveri e i bisognosi". Nel team predisposto dalla Conferenza episcopale thailandese faranno parte anche alcuni educatori con l'incarico di ristabilire le strutture scolastiche della zona. La fortezza di spirito anima i volontari che si stanno dando da fare per alleviare le sofferenze degli sfollati: "In questa situazione critica" afferma Bernard Bural, un volontario francese "dobbiamo essere forti, incoraggiarci a vicenda e non perdere la speranza: quelli che l'hanno persa sono già morti".

    La Croce Rossa locale ha chiesto l'invio di medici volontari, in particolare chirurghi, infettivologi e infermiere. C'è bisogno di sangue per le trasfusioni (gruppo A, O e RH-) e di medicine. Una necessità particolare della crisi in Thailandia è la richiesta di traduttori dal tedesco, francese e lingue scandinave per la presenza di numerosi turisti stranieri ricoverati negli ospedali locali.
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