16/11/2005, 00.00
ISLAM - IRAQ - AFGHANISTAN
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Da Iraq e Afghanistan un invito a combattere il terrorismo, "flagello dell'umanità"

Alla conferenza su Islam e pluralismo, in corso a Vienna, l'iracheno Talabani chiede ai musulmani di non cedere al fondamentalismo dei terroristi; l'afghano Karzai indica crescente povertà, disoccupazione e violenza come le sfide al pluralismo nel mondo islamico.

Vienna (AsiaNews/Agenzie) – Il mondo musulmano deve combattere il terrorismo, che mira a spargere "un incalcolabile orrore" aizzando sciiti e sunniti uno contro l'altro e contro i valori dell'islam. È quanto dichiarato ieri dal presidente iracheno, Jalal Talabani, durante la conferenza su Islam e pluralismo, che si concluderà oggi a Vienna.

Il presidente ha definito il terrorismo "un flagello che colpisce tutta l'umanità" e non solo l'Iraq; e ha aggiunto "questi criminali non devono avere pace".

I musulmani devono combattere il settarismo, il mezzo con cui il terrorista, vuole seminare "discordia tra sciiti e sunniti e spargere un orrore contrario ai valori dell'Islam".

Talabani ha esortato il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, a "continuare il dialogo tra le grandi religioni" per combattere l'estremismo. "La religione islamica – secondo il capo di Stato iracheno - sta affrontando una deformazione di quella che è la sua reale essenza: una religione di amore, compassione, pace". Artefice di questa deturpazione, "un piccolo gruppo di estremisti, che hanno smarrito la strada".

Il presidente, di origine curda, ha ricordato che "migliaia di musulmani sono stati uccisi. Milioni di persone hanno sperimentato un'incalcolabile miseria". "Tutto questo - sottolinea - è contro il Corano". Talabani ha concluso assicurando che la nuova Costituzione irachena vuole una "democrazia pluralista" basata sul "rispetto per tutte le religioni e che garantisce a tutti il diritto di praticare secondo i propri desideri".

Alla Conferenza, apertasi il 14 novembre e volta a promuovere il dialogo tra il mondo musulmano e l'Occidente, è intervenuto anche il presidente afghano Hamid Karzai. Egli, come Talabani, è salito al potere dopo che truppe straniere guidate dagli Usa hanno rovesciato il regime allora vigente.

Karzai ha ammesso che "parti del mondo musulmano oggi soffrono di stagnazione, violenza e indebolimento delle istituzioni statali, che riducono la loro capacità di rispondere alle esigenze della popolazione".

Secondo il presidente afgano "le vere sfide al pluralismo sono radicate in una crescita senza precedenti di popolazione, povertà, disoccupazione, criminalità organizzata, degrado ambientale".

L'Afghanistan di oggi, liberato dal regime radicale dei Talebani, dimostra che "differenze di fede e cultura possono difficilmente essere ostacolo alla costruzione di una società giusta e pluralista". Karzai ha portato come esempio le ultime elezioni parlamentari, "svoltesi dopo più di 30 anni e in cui circa 6 mila afgani – uomini e donne – si sono presentati come candidati". Il capo di stato ha poi concluso: "L'Afghanistan ha scelto democrazia e pluralismo come strada per il suo futuro".

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