23/06/2018, 12.16
INDIA – ASIA
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‘Basta fame entro il 2030’: il programma di Caritas Asia per i piccoli agricoltori

Il progetto si intitola “Agricoltura flessibile per i piccoli proprietari terrieri e rete di biodiversità”. L’obiettivo è sconfiggere la fame per 7.500 famiglie e 40mila persone. In India il programma sarà applicato in Madhya Pradesh da due organizzazioni della Chiesa locale.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Si chiama Safbin e si pone un obiettivo audace: sconfiggere la fame in Asia del sud entro il 2030. È il nuovo programma lanciato dalla riunione della Conferenza regionale di Caritas Asia che si è svolta a Bangkok. L’acronimo sta per “Smallholder Adaptive Farming and Biodiversity Network” (Agricoltura flessibile per i piccoli proprietari terrieri e rete di biodiversità) e l’iniziativa è diretta allo sviluppo dell’agricoltura e al miglioramento delle condizioni delle popolazioni rurali. Lo scopo finale, sostengono i promotori, è eliminare la fame per 7.500 famiglie e 40mila persone.

Il progetto è stato lanciato lo scorso 11 giugno e coinvolge quattro Paesi del subcontinente indiano: Bangladesh, India, Nepal e Pakistan. Esso sarà coordinato da Caritas Austria, con la partnership strategica di Caritas Svizzera e Caritas Asia, che forniranno le risorse necessarie per tutto il progetto. Esso vuole trasmettere “buone pratiche” e sostenere i piccoli proprietari terrieri.

Intervenendo alla presentazione, Christoph Schweifer, segretario generale di Caritas Asia, ha affermato: “Safbin è un programma unico nel suo genere. Pone una grande sfida, che però possiamo vincere attraverso il duro lavoro, la cooperazione e l’unione di tutti gli attori. Dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su una partnership di responsabilità condivisa per uno scopo più grande e dobbiamo tutti agire come operatori al servizio dei contadini”.

Con tale programma, Caritas Asia aderisce alla seconda versione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG 2) delineati dalle Nazioni Unite per il periodo 2015-2030. Si tratta di una serie di politiche da applicare in tutto il mondo per raggiungere alcuni risultati fondamentali entro il 2030. Tra questi: sconfiggere fame e povertà; garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti; fornire un’istruzione di qualità; assicurare la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari.

Il “Safbin” tenderà per ottenere alcuni scopi negli Stati in cui verrà applicato: raddoppiare la produzione agricola e gli incassi; garantire l’accesso ad una dieta bilanciata e all’auto-sufficienza nutrizionale; controllo delle terre e assicurare l’ottenimento dei sussidi; aumentare la capacità di ripresa in caso di disastri ambientali. Il programma vuole anche coinvolgere studenti e ricercatori da tutto il mondo; incoraggiare la condivisione delle conoscenze e soluzioni locali “eco-friendly”.

Per quanto riguarda l’India, il programma verrà applicato da due organizzazioni che operano in tre distretti del Madhya Pradesh: la prima è Manav Vikas Seva Sangh (Mvsss), la Società per lo sviluppo umano della diocesi di Sagar, fondata 27 anni fa e presente in 286 villaggi; la seconda, Jabalpur Diocesan Social Service Society (Jdsss), la Società di servizio sociale della diocesi di Jabalpur, attiva dal 1993 a sostegno del settore educativo, sanitario, agricolo e ambientale.

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