18/09/2015, 00.00
BANGLADESH
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“Io, blogger minacciato da estremisti islamici, fuggo dal Bangladesh”

di Sumon Corraya
La denuncia di Adam Anupam, blogger ateo, ma di famiglia cattolica. Il giovane scrive per diversi siti internet e social media. L’Europa e il Paesi sviluppati sono più sicuri per gli intellettuali che denunciano il fanatismo religioso. L’arresto di alcuni estremisti è “solo fumo negli occhi”: Dhaka non vuole perdere i voti dell’elettorato islamico.

Dhaka (AsiaNews) - Il governo del Bangladesh “non sta facendo nulla per proteggere i blogger minacciati di morte dagli estremisti islamici. Non vedo l’ora di abbandonare il Paese perché non mi sento più al sicuro”. È la denuncia di Adam Anupam, blogger ateo, che condivide con AsiaNews le preoccupazioni sulla crescente violenza contro gli intellettuali che denunciano il fanatismo religioso dei fedeli islamici. “I blogger - continua - stanno scappando in Europa e nei Paesi sviluppati perché sono più sicuri rispetto alla madrepatria”.

Anupam, ateo ma di famiglia cattolica, ha studiato presso scuole cattoliche e ora scrive per diversi siti internet e social media. Riferisce: “Io denuncio ogni tipo di estremismo religioso, che è dannoso per l’essere umano in generale. Ma ho paura in Bangladesh: potrei essere attaccato in ogni momento da estremisti senza scrupoli”.

La situazione nel Paese sta diventando sempre più rischiosa per chi non condivide l’ideologia dell’islam. Da diverso tempo estremisti islamici prendono di mira liberi pensatori e attivisti democratici, giustificando il loro assassinio perché “atei”.  Il primo blogger a essere stato ucciso per le sue idee “contrarie all’islam” è stato Ahmed Rajib Haider nel 2013. Dall’inizio del 2015, altri quattro blogger hanno perso la vita: a febbraio Avijt Roy è stato assassinato vicino all’Università di Dhaka; a fine marzo, nella capitale, fondamentalisti musulmani hanno ammazzato a colpi di machete Oyasiqur Rahman; due mesi più tardi è stato il turno di Ananta Bijoy Das, ucciso a Sylhet; l’ultimo, Niloy Chakrabarti, è stato giustiziato ad agosto in pieno giorno, sotto gli occhi della madre e della sorella.

Nell’ultimo periodo il clima di paura ha spinto 12 blogger a fuggire all’estero, temendo ulteriori attacchi dopo la pubblicazione di una serie di lettere minatorie recapitate alla stampa, in cui comparivano i nomi dei prossimi bersagli. La paura è condivisa anche da Anupam: “Quando mi siedo per scrivere, mi rendo conto che ci sono molte cose che non posso dire, per timore di rappresaglia”.

Il fatto più grave, continua, “è che il governo rimane in silenzio di fronte alla persecuzione degli intellettuali perché non vuole perdere i voti dell’elettorato islamico. Anche se alcuni assassini sono stati arrestati, la mossa è solo fumo negli occhi. Il governo non prenderà effettivi provvedimenti contro i fanatici”. “Il Bangladesh - conclude - è indietro 100 anni rispetto all’era moderna, la maggioranza della popolazione è contro i pensatori. Qui non esiste libertà di espressione. Anche se ci sono stati dei progressi e le persone guadagnano di più, la mentalità non cambia”.

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