22/10/2014, 00.00
EGITTO
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Egitto, ritorna pubblico (e sicuro) il pellegrinaggio della Sacra Famiglia

Il ministero del Turismo e la Chiesa copta hanno presentato il nuovo programma turistico, che ripercorre i luoghi toccati da Giuseppe, Maria e Gesù durante la loro fuga dalle persecuzioni di Erode. Con i Fratelli musulmani al governo, il pellegrinaggio era bloccato. Imprenditore copto ad AsiaNews: "Ora siamo liberi di esprimere la nostra fede. Costruiamo un Egitto migliore con i nostri fratelli musulmani".

Il Cairo (AsiaNews) - Per la prima volta dalla rivoluzione che ha portato alla caduta di Mubarak, i cristiani tornano a percorrere in modo pubblico i luoghi toccati dalla Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto. E, in modo ancora più significativo, è il governo a sostenere uno dei pellegrinaggi più antichi e importanti della Chiesa copta. Ieri sera, nel cortile del museo copto (quartiere vecchio del Cairo), il ministero del Turismo ha organizzato una cerimonia per lanciare il nuovo programma turistico, che promette di attirare almeno 500mila visitatori entro il prossimo anno. L'evento è stato pianificato in collaborazione con la Chiesa copta ortodossa.

Il patriarca Tawadros II ha spiegato: "Gesù è stato il primo 'turista' dell'Egitto. Per noi, per la nostra comunità, la sua permanenza in questa terra è stata una benedizione per il presente e per il futuro". Anche l'Egitto, ha aggiunto, "sta patendo per il materialismo: il turismo religioso, e questo pellegrinaggio in particolare, può rafforzare la fede di tutti".

L'unica fonte canonica a riportare questo episodio della vita di Gesù è il Vangelo secondo Matteo. Secondo la tradizione, la Sacra Famiglia fugge in Egitto dopo che un angelo appare in sogno a Giuseppe, avvertendolo dell'intenzione di Erode di uccidere il bambino. Le storie della loro permanenza in Egitto - durata circa tre anni - sono narrate in alcuni Vangeli apocrifi, e rivestono particolare importanza per la Chiesa copta.

Secondo questi testi Giuseppe, Maria e Gesù sono entrati a nord dal Sinai, e avrebbero poi raggiunto il sud dell'Egitto fermandosi in vari luoghi, su cui poi sono state erette chiese e luoghi di culto oggi toccati dal pellegrinaggio.

Il nuovo programma turistico si articolerà in cinque o sette tappe: partirà dalla città di Al-Arish (nord del Sinai) e passerà per il Delta orientale del Nilo, fino a raggiungere Wadi Natroun, dove si trovano quattro importanti monasteri. Toccherà il quartiere copto (dove si è svolta la cerimonia di lancio - ndr), dove sorge anche Abu Serga, la chiesa di San Sergio e Bacco, la più antica d'Egitto, costruita nel IV secolo. Secondo la tradizione, essa è stata eretta sopra una cripta, dove la Sacra Famiglia avrebbe trovato rifugio. Per chi volesse proseguire, il giro raggiungerà Assiut e culminerà nel monastero di Al-Muharraq.

Attraverso il rilancio di questo pellegrinaggio, il governo spera di riattivare il settore turistico, in crisi dopo la rivoluzione del 2011. Ma il sostegno delle autorità segna anche un cambio di passo fondamentale per la minoranza cristiana e cattolica in Egitto, duramente provata durante il regime dei Fratelli musulmani. "Con il governo Morsi - racconta ad AsiaNews Ramy Sabry, imprenditore copto presente alla cerimonia di lancio - avevamo paura. Per un anno intero abbiamo pregato, tutti i giorni perché quel regime finisse. Ho visto tanti copti e tanti cattolici, anche nella mia famiglia, fuggire dal Paese".

"Quando Morsi è caduto - ricorda - siamo scesi nelle strade e abbiamo festeggiato, perché per la prima volta dopo anni sentiamo di poterci esprimere liberamente nella nostra fede, e di poter costruire un Egitto migliore, tutti insieme: cristiani e musulmani". (GM)

 

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