08/04/2014, 00.00
RUSSIA - UCRAINA
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La Chiesa ortodossa ucraina a Putin: Evita guerra e divisione nel nostro Paese

di Nina Achmatova
Il metropolita Antony, della Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Mosca, riferisce di un messaggio scritto personalmente al capo del Cremlino dal reggente Onufry. Kiev lancia operazione anti-terrorismo contro i filorussi nell'Est e la Russia avverte: "Rischio guerra civile".

Mosca (AsiaNews) - Sale la tensione nelle zone orientali e meridionali dell'Ucraina, dove le forze speciali hanno sgombrato alcuni edifici istituzionali occupati da giorni dai separatisti filorussi. Kiev accusa Mosca di tramare per arrivare a un'invasione delle regioni al confine, in stile Crimea, e gli Stati Uniti chiedono a Vladimir Putin e al suo governo di "porre fine ai tentativi di destabilizzare l'Ucraina".

A rivolgersi direttamente al capo del Cremlino, affinché impedisca la divisione dell'Ucraina, è stata anche la Chiesa ortodossa locale, legata al Patriarcato di Mosca. Secondo il metropolita Antony di Boryspil e Brovary, il reggente della Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Mosca (il metropolita di Chernovtsy e Bukovina, Onufry) "ha scritto personalmente una lettera a Putin, con un appello ad evitare la spaccatura dello Stato ucraino e il conflitto armato tra i nostri due popoli".

"Crediamo di essere ancora in grado di evitare la guerra", ha detto Antony, il quale ha raccontato che i sacerdoti stanno raccogliendo cibo, medicinali e altri beni di prima necessità per l'esercito ucraino: "E' non solo nostro dovere come cittadini, ma anche come cristiani". Secondo il metropolita, il patriarca di Mosca, Kirill, "sta facendo di tutto per impedire spargimenti di sangue tra popoli fratelli". Lo stesso Onufry si era appellato al primate ortodosso russo, affinché usasse la sua autorità per riportare la pace.

La situazione, però, rischia una preoccupante escalation, con il ministero degli Esteri di Mosca che ha parlato di possibile "guerra civile" nell'ex repubblica sovietica, se continueranno le operazioni di repressione verso le forze separatiste nell'est. Nella notte tra il 7 e l'8 aprile, le forze speciali di Kiev hanno contrattaccato e costretto al ritiro i separatisti che negli ultimi giorni avevano assunto il controllo di importanti edifici pubblici in alcune città dell'est ucraino, a ridosso della frontiera con la Russia, come Kharkiv, Lugansk e Donetsk, dove i filorussi avevano proclamato l'indipendenza e la creazione di una "Repubblica del popolo" chiedendo un referendum per la secessione da Kiev. 

 

 

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