14/10/2014, 00.00
INDIA
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Vescovi indiani: Dopo il ciclone, 500mila nuovi sfollati. La Chiesa in prima linea

Venti a 200 km/h hanno devastato le aree costiere dell'Andhra Pradesh e dell'Orissa. L'allerta meteo ha permesso di evacuare la popolazione, limitando a 26 il numero di morti. I presuli delle diocesi colpite ad AsiaNews: "I danni più gravi causati da alberi sradicati e case crollate. Preghiamo per le vittime e i tanti feriti".

Visakhapatnam (AsiaNews) - Alberi sradicati e abbattuti, case distrutte, linee elettriche interrotte, strade bloccate: sono i danni causati dal ciclone Hudhud, che negli ultimi tre giorni si è abbattuto sugli Stati indiani meridionali dell'Andhra Pradesh e dell'Orissa. Rispetto agli anni passati, il bilancio delle vittime è minimo (26 in totale), grazie a un buon lavoro di informazione da parte delle autorità. L'allerta meteo ha consentito alle amministrazioni locali di evacuare centinaia di migliaia di persone.

In Andhra Pradesh le aree più colpite sono quelle dei distretti dell'arcidiocesi di Visakhapatnam, in particolare l'omonima città portuale. Il vescovo, mons. Prakash Mallavarapu, spiega ad AsiaNews: "I danni più gravi sono legati non alla pioggia, che c'è stata solo un giorno, ma ai venti. Hanno  raggiunto un'intensità di 200 km/h, sradicando alberi, pali della luce e quant'altro. Per questo, la maggior parte delle vittime hanno perso la vita nel crollo di edifici. Le persone della classe medio-bassa hanno subito le perdite più ingenti, perché molte vivevano in semplici baracche".

Negli ultimi tre giorni, aggiunge il presule, "Hudhud ha lasciato interi distretti senza elettricità. Le linee telefoniche sono interrotte, così come internet. Oggi alcuni telefoni hanno ripreso a funzionare. Le corse di treni e autobus sono state sospese. Prendere la macchina è ancora impossibile e fino a ieri sera il traffico aereo era bloccato".

Per il momento, la popolazione può contare sui soccorsi del governo, che grazie a una tempestiva campagna di informazione ha permesso di evacuare 500mila persone. Questo ha permesso di contenere il numero di vittime, fermo a 22 per il momento. "Come istituzione - sottolinea mons. Mallavarapu - la nostra Chiesa non può fare molto. Noi per primi abbiamo riportati gravi danni alle nostre strutture, soprattutto scuole e ospedali. Il nostro primo obiettivo è ripristinare le attività degli istituti scolastici, per accogliere i bambini al più presto".

Dopo Visakhapatnam, il ciclone si è spostato verso l'Orissa, abbattendosi sui distretti di Gajapati, Koraput, Malkangiri e Rayagada. Mons. Sarat Chandra Nayak, vescovo della diocesi di Berhampur (che comprende questi territori), spiega ad AsiaNews che "i danni peggiori riguardano le abitazioni e le linee elettriche, saltate in tutti i distretti. Alcuni villaggi non sono ancora raggiungibili e non abbiamo notizie certe sulle loro condizioni. Le vittime sono state quattro".

Tuttavia, aggiunge, "il Catholic Relief Service (Crs) e la Caritas sono già all'opera per aiutare la popolazione, affiancando i soccorritori mandati dal governo. Le nostre preghiere vanno a quanti stanno soffrendo, alle famiglie di chi ha perso la vita, ma anche ai tanti feriti causati da Hudhud". 

 

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