22/11/2019, 12.34
THAILANDIA - VATICANO
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Papa in Thailandia: giovani mantenete salde le radici nella fede dei nostri anziani

Folla di giovani in festa per l’ultimo appuntamento pubblico di papa Francesco in Thailandia. L’invito “a metterci in movimento e guardare al futuro per incontrarci con la cosa più bella che vuole regalarci: la venuta definitiva di Cristo nella nostra vita e nel nostro mondo”.

Bangkok AsiaNews) – Folla di giovani in festa per l’ultimo appuntamento pubblico di papa Francesco in Thailandia. Domani mattina alle 9.30 locali (2.30 GMT), infatti,  Francesco partirà per il Giappone, seconda e ultima tappa del suo viaggio, dove arriverà alle 17.40 locali (9, 40 GMT).

Giovani fin dalla strada percorsa dal Papa per giungere alla cattedrale dell’Assunzione dove alle 17.00 locali (10 GMT) ha celebrato la messa con giovani nei costumi tradizionali delle diverse etnie che hanno portato le offerte. Giovani che hanno atteso fuori dalla cattedrale la fine della celebrazione per poter salutare il Papa. Non pochi indossavano camicie con stampato il volto di Francesco. che compare anche su grandi striscioni posti sulla facciata della cattedrale.

Giovani ai quali Francesco ha rivolto l’invito “a metterci in movimento e guardare al futuro per incontrarci con la cosa più bella che vuole regalarci: la venuta definitiva di Cristo nella nostra vita e nel nostro mondo”. Fine per il quale “è necessario essere ben radicati nella fede dei nostri anziani: padri, nonni e maestri”.

“Questa bella Cattedrale – ha detto loro - è testimone della fede in Cristo che hanno avuto i vostri antenati: la loro fedeltà, profondamente radicata, li ha spinti a compiere buone opere, a costruire l’altro tempio, ancora più bello, composto da pietre vive per poter portare l’amore misericordioso di Dio alle persone del loro tempo. Hanno potuto fare questo perché erano convinti di quanto il profeta Osea ha proclamato nella prima Lettura di oggi: Dio aveva parlato loro con tenerezza, li aveva abbracciati con amore forte, per sempre (cfr Os 2,16.21)”.

“Cari amici, perché il fuoco dello Spirito non si spenga, e voi possiate mantenere vivo lo sguardo e il cuore, è necessario essere ben radicati nella fede dei nostri anziani: padri, nonni e maestri. Non per restare prigionieri del passato, ma per imparare ad avere quel coraggio che può aiutarci a rispondere alle nuove situazioni storiche. La loro è stata una vita che ha resistito a molte prove e a molta sofferenza. Ma, lungo la strada, hanno scoperto che il segreto di un cuore felice è la sicurezza che troviamo quando siamo ancorati, radicati in Cristo: nella sua vita, nelle sue parole, nella sua morte e risurrezione. «A volte ho visto alberi giovani, belli, che alzavano i loro rami verso il cielo tendendo sempre più in alto, e sembravano un canto di speranza. Successivamente, dopo una tempesta, lo ho trovati caduti, senza vita. Poiché avevano poche radici, avevano disteso i loro rami senza mettere radici profonde nel terreno, e così hanno ceduto agli assalti della natura. Per questo mi fa male vedere che alcuni propongono ai giovani di costruire un futuro senza radici, come se il mondo iniziasse adesso. Perché ‘è impossibile che uno cresca se non ha radici forti che aiutino a stare bene in piedi e attaccato alla terra. È facile ‘volare via’ quando non si sa dove attaccarsi, dove fissarsi’» (Esort. ap. postsin. Christus vivit, 179). Senza questo forte senso di radicamento, possiamo restare sconcertati dalle ‘voci’ di questo mondo, che si contendono la nostra attenzione. Molte di quelle sono allettanti, proposte ben ‘truccate’, che all’inizio sembrano belle e intense, ma con il tempo finiscono per lasciare solo vuoto, stanchezza, solitudine e svogliatezza (cfr ibid., 142) e vanno spegnendo quella scintilla di vita che il Signore ha acceso un giorno in ognuno di noi”.

“Cari giovani! Voi siete una nuova generazione, con nuove speranze, nuovi sogni e nuove domande; sicuramente anche con alcuni dubbi, ma, radicati in Cristo, vi invito a mantenere viva la gioia e a non aver paura di guardare al futuro con fiducia. Radicati in Cristo, guardate con gioia e fiducia. Questa condizione nasce dal sapersi desiderati, incontrati e amati infinitamente dal Signore. L’amicizia coltivata con Gesù è l’olio necessario per illuminare il cammino, il vostro cammino, ma anche quello di tutti coloro che vi circondano: amici, vicini, compagni di studio e di lavoro, compreso quello di quanti sono del tutto in disaccordo con voi. Andiamo incontro al Signore che viene! Non abbiate paura del futuro e non lasciatevi intimidire; al contrario, sappiate che il Signore vi sta aspettando per preparare e celebrare la festa del suo Regno”.

Al termine della messa, Francesco ha ringraziato “tutti coloro che hanno reso possibile la mia visita in Tailandia e che hanno collaborato alla sua realizzazione”.

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