15/10/2007, 00.00
SRI LANKA
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A Colombo estremisti buddisti impediscono di celebrare la messa

di Melani Manel Perera
In un villaggio monaci e fondamentalisti buddisti minacciano i cattolici che se andranno avanti nella costruzione di una chiesa “perderanno 10 – 15 vite” al giorno. La polizia, per ragioni di ordine pubblico, interrompe le messe. Ma sacerdoti e fedeli sono fermi nell’affermare i loro “diritti umani” e nel professare la loro fede.

Colombo (AsiaNews) – Per paura di violenza di monaci ed estremisti buddisti, oltre 300 famiglie cattoliche non possono celebrare la messa e insegnare il catechismo nella chiesa Rosa Mistica a Crooswatta nella parrocchia di Kotugoda (nella foto), circa 15 chilometri a nord di Colombo. Qui dal 2004 ogni sabato pomeriggio i fedeli recitano il rosario e celebrano la messa festiva, i bambini vi frequentano il Daham pasala (catechismo). La chiesa è del 2003 e nel febbraio 2007 sono iniziati lavori di completamento.

Padre Susith Silva, vicario vescovile della diocesi della Regione settentrionale di Colombo, racconta ad AsiaNews che il monaco capo del vicino tempio buddista, Uddammita, insieme ad alcuni estremisti, il 28 settembre quando è iniziata la costruzione del tetto lo ha minacciato che “se i lavori saranno completati, dal giorno dopo perderai 10 – 15 vite”. Si è allora rivolto alla magistratura, che ha chiesto di risolvere il problema in modo “amichevole” e intanto ha sospeso la costruzione. La Chiesa ha obbedito, ma non è bastato per evitare problemi.

Il 6 ottobre la polizia ha interrotto la celebrazione della messa e ha ordinato a don Siri Cooray di non proseguire. I fedeli sono stati fatti tornare subito a casa, spaventati e incerti.

Nella zona vivono 301 famiglie con 1093 cattolici che frequentano la chiesa. “La maggior parte sono contadini – spiega padre Silva – e non possono pagare un taxi per andare ogni settimana alla chiesa più vicina, distante diversi chilometri”.

Ora i cattolici chiedono al Tribunale di consentire messe, catechismo e altre attività religiose, in attesa che il problema sia risolto. Mentre i buddisti protestano che questo offende le 348 famiglie buddiste della zona.

Il monaco Uddammita Buddahsiri, capo del tempio buddista Boddhirukkaramaya a Kotugoda, protesta che “la maggioranza della popolazione della zona è buddista e non vuole una chiesa qui. I cattolici possono recarsi alle due o tre chiese dei dintorni”. “Non permetteremo loro di finire la costruzione. Se riprende, l’intero villaggio insorgerà contro”.

Non è bastato che il giudice ricordasse loro il diritto di ognuno di praticare la propria fede. Né che l’art. 10 della Costituzione del 1978 riconosca a ognuno “libertà di pensiero, coscienza e religione”.

Ma don Silva ricorda che “ci sono diritti umani che ognuno deve rispettare. Ora abbiamo chiesto al Tribunale di poter costruire la chiesa, per i cattolici poveri che vivono qui”.

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