27 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 02/11/2007
EMIRATI ARABI UNITI
A Dubai, dopo lo sciopero la polizia controllerà il rispetto dei diritti dei lavoratori
Marcia indietro delle autorità, che dopo aver minacciato l’espulsione dei manifestanti, annunciano severe misure contro gli imprenditori che non rispettano le disposizioni in materia di lavoro.

Dubai (AsiaNews) – Sembrano aver vinto, almeno in parte, gli oltre 4mila operai che lo scorso week end avevano scioperato a Dubai. I manifestanti chiedevano aumenti di salario, che è attualmente di 136 dollari al mese, mezzi di trasporto per andare al lavoro e alloggi migliori. Minacciati in un primo momento di espulsione in massa – lo Stato non riconosce il diritto di sciopero – i lavoratori sembrano ora trovare il sostegno delle autorità, che non solo hanno ritirato la minaccia, ma ora annunciano “severe misure” contro i datori di lavoro che non rispettano le norme sui diritti dei lavoratori.
 
Gulfnews riferisce infatti che il capo della polizia di Dubai, generale Dahi Khalfan Tamim, in una dichiarazione ha annunciato che “severe misure saranno adottate contro chiunque abbia violato, norme, ordini e istruzioni” del governo, “specialmente per ciò che riguarda i diritti dei lavoratori”
 
La polizia ha anche cominciato ad interrogare uno dei capi delle imprese di costruzione - gli scioperanti sono in gran parte muratori impegnati nella costruzione del Burj Dubai, che con i suoi 643 metri sarà il più alto grattacielo del mondo - che ha ammesso la sua colpa e fa sapere che compirà ispezioni per colpire le compagnie che non provvedono a una decente sistemazione dei lavoratori e che i trasgressori saranno denunciati.
 
Secondo Middle East ondine, sono circa 700mila i lavoratori stranieri, per lo più provenienti da India, Pakistan e Bangladesh, presenti negli Emirati, dove solo un 20 per cento degli oltre 4 milioni di abitanti ha la cittadinanza.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
30/10/2007 EMIRATI ARABI UNITI
Espulsi a Dubai 4mila operai che hanno scioperato
11/07/2006 EMIRATI ARABI
Una legge anti-schiavitù negli Emirati, in crisi le corse di cammelli
13/11/2004 MEDIO ORIENTE
La difficile situazione dei lavoratori domestici nel Golfo
18/02/2013 EMIRATI ARABI UNITI
Ad Abu Dhabi gli Stati del Golfo mostrano la loro fame di armi
11/02/2010 EMIRATI ARABI UNITI
Il governo degli Emirati pubblica un opuscolo sui diritti dei lavoratori

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate