23 Maggio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 02/11/2007
EMIRATI ARABI UNITI
A Dubai, dopo lo sciopero la polizia controllerà il rispetto dei diritti dei lavoratori
Marcia indietro delle autorità, che dopo aver minacciato l’espulsione dei manifestanti, annunciano severe misure contro gli imprenditori che non rispettano le disposizioni in materia di lavoro.

Dubai (AsiaNews) – Sembrano aver vinto, almeno in parte, gli oltre 4mila operai che lo scorso week end avevano scioperato a Dubai. I manifestanti chiedevano aumenti di salario, che è attualmente di 136 dollari al mese, mezzi di trasporto per andare al lavoro e alloggi migliori. Minacciati in un primo momento di espulsione in massa – lo Stato non riconosce il diritto di sciopero – i lavoratori sembrano ora trovare il sostegno delle autorità, che non solo hanno ritirato la minaccia, ma ora annunciano “severe misure” contro i datori di lavoro che non rispettano le norme sui diritti dei lavoratori.
 
Gulfnews riferisce infatti che il capo della polizia di Dubai, generale Dahi Khalfan Tamim, in una dichiarazione ha annunciato che “severe misure saranno adottate contro chiunque abbia violato, norme, ordini e istruzioni” del governo, “specialmente per ciò che riguarda i diritti dei lavoratori”
 
La polizia ha anche cominciato ad interrogare uno dei capi delle imprese di costruzione - gli scioperanti sono in gran parte muratori impegnati nella costruzione del Burj Dubai, che con i suoi 643 metri sarà il più alto grattacielo del mondo - che ha ammesso la sua colpa e fa sapere che compirà ispezioni per colpire le compagnie che non provvedono a una decente sistemazione dei lavoratori e che i trasgressori saranno denunciati.
 
Secondo Middle East ondine, sono circa 700mila i lavoratori stranieri, per lo più provenienti da India, Pakistan e Bangladesh, presenti negli Emirati, dove solo un 20 per cento degli oltre 4 milioni di abitanti ha la cittadinanza.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
30/10/2007 EMIRATI ARABI UNITI
Espulsi a Dubai 4mila operai che hanno scioperato
11/07/2006 EMIRATI ARABI
Una legge anti-schiavitù negli Emirati, in crisi le corse di cammelli
13/11/2004 MEDIO ORIENTE
La difficile situazione dei lavoratori domestici nel Golfo
18/02/2013 EMIRATI ARABI UNITI
Ad Abu Dhabi gli Stati del Golfo mostrano la loro fame di armi
11/02/2010 EMIRATI ARABI UNITI
Il governo degli Emirati pubblica un opuscolo sui diritti dei lavoratori

In evidenza
ASIA
La Veglia per i cristiani perseguitati, nostri maestri nella missione in occidente
di Bernardo CervelleraIl “muro dell’indifferenza e del cinismo”, il mutismo e l’inerzia tante volte denunciati da papa Francesco sono divenuti quasi una fortezza. Davanti alle persecuzioni vi è un strumentalizzazione “confessionale”, che tende a bollare l’islam e tutto l’islam, e una strumentalizzazione “ideologica”, che “dimentica” ciò che accade in Corea del nord o in Cina. E all’Europa sempre più post-cristiana sembra non interessare i cristiani.
RUSSIA - CINA
Patriarcato di Mosca: la Cina autorizza l’ordinazione di sacerdoti ortodossi cinesi sul suo territorio
di Marta AllevatoIl metropolita Hilarion, ‘ministro degli Esteri del Patriarcato’, lo ha riferito al termine della sua visita in Cina, dove ha incontrato i vertici dell’amministrazione statale per gli affari religiosi. Il primo sacerdote dovrebbe servire ad Harbin e in futuro potrebbero avvenire altre due ordinazioni. L’alleanza strategica tra Mosca e Pechino - sullo sfondo della nuova Guerra Fredda con l’Occidente - passa anche per la Chiesa ortodossa, di cui la Repubblica popolare riconosce il ruolo ‘politico’ in Russia.
VATICANO
Papa: Noi e le quattro nuove sante, testimoni della resurrezione “dove più forte è l’oblio di Dio e lo smarrimento dell’uomo”Francesco proclama sante quattro suore, una francese, una italiana, due palestinesi: Maria Alfonsina Danil Ghattas, fondatrice delle Suore del Rosario, e la carmelitana Maria di Gesù Crocifisso (al secolo: Maria Bawardy). Presente Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese. “Rimanere in Cristo” e coltivare “l’unità fra di noi” sono segni essenziali della testimonianza. Maria Bawardy, “strumento di incontro e di comunione con il mondo musulmano”.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate