23 Ottobre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/06/2012
SRI LANKA
A Rio+20, lo Sri Lanka punta su lavoro, giovani e difesa dell’ambiente
di Melani Manel Perera
Presentato il programma nazionale che società civile e ong porteranno alla Conferenza Onu sullo Sviluppo sostenibile (Rio de Janeiro, 20-22 giugno 2012). Per uscire dalla crisi mondiale, si deve riportare al centro l’essere umano. I Paesi più ricchi devono ridurre lo sfruttamento delle risorse.

Colombo (AsiaNews) - Creare nuove opportunità di lavoro per i giovani, rispettare l'ambiente e valorizzare la donna, per uscire dalla crisi mondiale nel rispetto dell'essere umano: queste le proposte che società civile e ong dello Sri Lanka porteranno alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro (Rio+20, 20-22 giugno). Riunitesi con il nome di Civil Society Concerns, associazioni della società civile e 33 ong hanno organizzato una conferenza stampa per illustrare il loro programma. I rappresentanti delle varie organizzazioni hanno esaminato la condizione dello Sri Lanka, per allargare poi lo sguardo sulla situazione mondiale. Rio+20 rappresenta il seguito della storica Conferenza della Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo, tenutasi nel 1992 nella stessa città brasiliana.

Nonostante i problemi generati da tre secoli di colonizzazione britannica, la situazione socio-politica dello Sri Lanka si è evoluta in modo rapido. Tuttavia, il Paese non è mai riuscito a trovare un equilibrio interno, a causa di barriere religiose, linguistiche, di classe e di casta. A questo si è aggiunta poi la guerra civile, che per 30 anni ha investito l'isola. "Il conflitto - spiega la Civil Society Concerns nell'intervento - ha colpito milioni di persone in tutta la nazione. Abbiamo avuto tra le 80mila e le 100mila vittime, soprattutto nelle province nordorientali; oltre 300mila profughi".

Sebbene oggi lo Sri Lanka sia considerato un Paese a reddito medio-basso, la povertà è ancora un grave problema e circa il 23% della popolazione vive sotto la soglia di povertà (1,25 dollari Usa). E il mancato coinvolgimento di poveri, donne e giovani non aiuta a far crescere la società srilankese. In più, notano gli attivisti, lo Stato affronta anche un grave problema ambientale. "Gran parte dei programmi di sviluppo economico - nota l'ambientalista Sajeewa Chamikara - non seguono la legislazione ambientale". Questo sta mettendo a rischio non solo la bellezza della natura dello Sri Lanka, ma anche "lo stesso sviluppo".

Anche a livello internazionale la situazione non sembra molto diversa, come spiega Thilak Kariawasam, presidente dello Sri Lanka Nature Group: "Gran parte degli accordi presi 20 anni fa non sono stati attuati con successo. Il risultato lo vediamo oggi: il mondo sta affrontando la più grande crisi ambientale, economica e sociale mai avuta prima".

Secondo Herman Kumara, presidente del National Fisheries Solidarity Movement (Nafso) e invitato speciale del World Forum for Fisher People (Wffp), il fallimento degli accordi "è colpa dei Paesi più grandi e ricchi, che per rispettare giochi geopolitici non sono disposti ad andare alla radice dei problemi. Al di là della retorica, queste nazioni non sono pronte a dire ai loro popoli che bisogna cambiare e fare dei sacrifici, per timore di perdere potere". 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
24/07/2009 SRI LANKA
Sri Lanka, i pescatori artigianali vincono la guerra: bandite le tecniche invasive
di Melani Manel Perera
25/08/2012 MYANMAR
I disastri ambientali mettono a rischio lo sviluppo birmano
10/02/2014 SRI LANKA
Sri Lanka, l'impegno dei cristiani: Custodire la natura per salvare le minoranze
di Melani Manel Perera
08/06/2012 ASIA
Adb e Wwf: a rischio l’ecosistema delle nazioni Asia-Pacifico
29/04/2009 FILIPPINE – ASIA
Banca asiatica: i cambiamenti climatici “più pericolosi” della crisi economica
di Santosh Digal

In evidenza
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate