08/08/2018, 08.57
RUSSIA-TURCHIA
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A fine agosto l’incontro tra Kirill e Bartolomeo per la pace ortodossa in Ucraina

di Vladimir Rozanskij

Il Patriarca di Mosca si recherà a Costantinopoli il 31 di questo mese. A tema la richiesta di autocefalia (indipendenza) della Chiesa ortodossa di Kiev. La richiesta è venuta solo dal presidente ucraino, ma è appoggiata anche da ortodossi in Ucraina e dai greco-cattolici. Si annuncia una vittoria per Bartolomeo I, che ha un “primato d’onore” fra gli ortodossi.

Mosca (AsiaNews) - Kirill (Gundjaev), patriarca ortodosso di Mosca si recherà il 31 agosto prossimo in visita a Bartolomeo (Archontonis), patriarca ecumenico di Costantinopoli. Lo ha comunicato la segreteria del Santo sinodo di Costantinopoli: “Durante la visita – si afferma nel comunicato - verranno discusse diverse questioni di interesse comune”. Secondo quanto reso noto, non vi è dubbio che lo scopo principale della visita è il definitivo chiarimento della questione sulla possibile autocefalia della Chiesa ortodossa Ucraina, ora sotto la giurisdizione di Mosca.

A luglio di quest’anno una delegazione del Patriarcato ecumenico si è recata a Mosca, in visita al patriarca Kirill, dopo un giro di visite alle altre Chiese Ortodosse. Esistono 14 Chiese autocefale riconosciute da Costantinopoli in Medio Oriente, Balcani ed Europa orientale, oltre ad alcune Chiese non riconosciute o riconosciute solo da alcune altre. Finora non è chiaro l’orientamento di Bartolomeo circa l’Ucraina, e neanche da quale parte penda la maggioranza delle opinioni degli altri gerarchi ortodossi.

La richiesta di ottenere l’autocefalia della Chiesa nazionale, staccandola completamente da quella di Mosca, è stata rivolta ad aprile al Patriarcato ecumenico dal parlamento ucraino e dal presidente Petro Poroshenko, senza un intervento esplicito di alcun vescovo ortodosso del Paese. È noto comunque che a sostenere l’indipendenza non vi sono solo gli ortodossi della Chiesa non canonica del patriarca Filaret (Denisenko), staccatasi da Mosca nel 1992, ma anche molti vescovi, sacerdoti e fedeli della giurisdizione moscovita. A favore dell’autonomia della Chiesa nazionale sono anche membri di altre piccole comunità ortodosse, e perfino tra i greco-cattolici ucraini.

La parte fedele a Mosca rappresenta più di metà degli ortodossi ucraini, guidati dal metropolita di Kiev Onufrij (Berezovskij). In realtà Onufrij non è sottomesso al patriarca di Mosca, essendo eletto dal Sinodo ucraino in maniera indipendente, anche se partecipa al sinodo moscovita che si riserva di approvare o meno le sue decisioni. La figura di Onufrij è molto apprezzata per il suo equilibrio nella contesa tra le Chiese, e una possibile soluzione sarebbe l’approvazione congiunta di una sua nomina a patriarca da parte di Mosca e Costantinopoli.

In realtà il patriarca di Mosca spera di ottenere una conferma della sua tutela sull’Ucraina, che rappresenta una parte molto considerevole di tutta l’Ortodossia russa. Il fatto che si sia deciso a recarsi a Istanbul segna in qualche modo una vittoria di Bartolomeo, che può esprimere il suo “primato d’onore” ricevendo il capo della Chiesa “figlia” moscovita. L’ultimo incontro tra i due si era svolto a gennaio del 2016 presso gli uffici del patriarcato ecumenico in Svizzera, a Chambesy, durante l’Assemblea dei capi delle Chiese ortodosse autocefale (foto 1).

Un mese dopo, a quell’assemblea era seguito, lo storico incontro tra Kirill e papa Francesco all’Avana, che aveva dato al patriarca russo uno speciale ruolo di primazia “diplomatica” nel panorama del cristianesimo mondiale; a giugno dello stesso anno, Kirill fece fallire il primo Concilio Panortodosso della storia, rifiutando di recarsi a Creta per solidarietà con i bulgari e i georgiani. Bartolomeo fu costretto a presiedere un Concilio dimezzato, dimostrando la sua debolezza di fronte al confratello moscovita.

Kirill si era recato in visita a Costantinopoli a luglio del 2009, dopo la sua elezione al soglio patriarcale, e Bartolomeo aveva ricambiato la visita l’anno successivo ( foto 2). Al di là dello storico antagonismo tra i due principali esponenti dell’Ortodossia mondiale, il prossimo incontro dovrà chiudere definitivamente le contraddizioni di questo periodo, e potrebbe iniziare una nuova stagione di rinascita ortodossa per tutte le Chiese.

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