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    » 02/04/2008, 00.00

    RUSSIA

    Aborto in Russia, cresce l'opposizione morale

    Maria Anikina

    Le indagini di un centro di ricerca mostrano una popolazione divisa tra anti-abortisti e favorevoli all’aborto. In aumento il numero di persone che considera le implicazioni morali e religiose dell’interruzione di gravidanza.

    Mosca (AsiaNews) – Le recenti indagini sull’aborto condotte dal centro di ricerche sociologiche russo “Levada Center” hanno registrato un aumento delle percentuali di coloro che non abortiscono per questioni morali legate alla religione.

    Stranamente gli studiosi del Centro non hanno prestato particolare attenzione alle statistiche che mostrano che dal 1998 l’argomento “morale” è diventato più popolare tra gli anti-abortisti, crescendo dal 25% al 35%.

    La credenza che l’aborto sia un peccato contro Dio è molto diffusa specialmente tra le persone anziane. Infatti, il 51% del campione con età superiore ai 55 anni ha dichiarato di credere che l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) sia un peccato gravissimo, ma sono significative anche le percentuali dei più giovani che condividono la stessa credenza, di cui il 27% ha un’età compresa tra i 18 e i 27 anni,  il 30% tra i 25 e i 39 anni e, infine, il 40% tra i 40 e i 54 anni.

    Tuttavia la situazione demografica in Russia continua a dare segnali allarmanti , anche se i dati elaborati dal centro ricerche mostrano che il numero di IVG praticate negli ultimi 10 anni è rimasto complessivamente lo stesso.

    Secondo le statistiche raccolte, l’opinione pubblica russa è divisa tra i contrari all’aborto e i favorevoli e i criteri utilizzati nella ricerca si basano sull’età degli intervistati, il livello di scolarizzazione, e la percezione dei rischi legati alla salute. 

    Il tasso di aborti è generalmente più alto nei grandi centri urbani. Le donne con un livello di educazione alto – che costituiscono soltanto una piccola parte nelle grandi città – tendono a pianificare le loro vite, ad essere più attente e responsabili e, per questo, tra di loro il numero delle IVG è basso. Sono diminuiti i fautori di una legge che proibisca l'aborto (da 21% nel 1998 al 16% nel 2008), ma la percentuale dei favorevoli all’interruzione è rimasta invariata al 70%. Sono però in crescita le persone che pensano sia giusto proibire l'aborto ( 8% nel 1998; 15% ne 2007) o permetterlo solo in caso di gravi probemi medici (20% nel 2007; 13% nel 1998).

    La maggiore preoccupazione tra le persone che vorrebbero proibire l’aborto riguarda la salute della donna, sia psicologica che fisica. Per molti infatti la paura che dopo un’interruzione di gravidanza non si possano più avere figli e il disequilibrio psico-fisico che ne consegue, sono gli effetti che più spaventano gli intervistati.

    Infine, per quanto riguarda i rapporti pre-matrimoniali per il 65% dei cittadini russi intervistati, l’AIDS è visto come il rischio più serio che si corre nell’avere rapporti sessuali prima del matrimonio, mentre per il resto della popolazione le conseguenze possono causare nuclei famigliari deboli, sterilità delle donne, un numero alto di bambini abbandonati, oltre che difficoltà in ambito professionale.

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