01/09/2009, 00.00
TURCHIA - ARMENIA
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Accordo fra Turchia e Armenia per aprire relazioni diplomatiche

I protocolli per le relazioni diplomatiche e per i rapporti bilaterali saranno pronti entro 6 settimane. Allo studio anche la “dimensione storica” del reciproco disaccordo, che comprende la questione del genocidio armeno, di cui in Turchia è proibito parlare.

Istanbul (AsiaNews) – Turchia e Armenia si sono accordati per stabilire relazioni diplomatiche, riaprire i loro confini e tentare di concludere decenni di sfiducia e di risentimento reciproco. Le due nazioni, senza relazioni diplomatiche, hanno una lunga storia di ostilità reciproca,  basato sul massacro (genocidio) degli armeni alla fine dell’Impero ottomano, durante la Prima guerra mondiale, ma alimentato anche da attriti legati alle vicende del Nagorno-Karabakh

Con la mediazione della Svizzera, i ministri degli esteri dei due Paesi hanno comunicato che vi saranno sei settimane di consultazione per produrre due protocolli, uno per ristabilire i rapporti diplomatici e uno per sviluppare i legami bilaterali.

Tali protocolli dovranno essere poi sottomessi e approvati dai rispettivi parlamenti. Le frontiere saranno aperte entro due mesi dalla messa in vigore dei protocolli. L’accordo prevede anche la nascita di una commissione comune incaricata di esaminare “la dimensione storica” dei disaccordi fra Armenia e Turchia.

Dallo scorso aprile, i due Paesi hanno deciso di tracciare una road map per normalizzare i rapporti diplomatici. Finora Ankara ha sempre rifiutato legami con l’Armenia perché non riconosce il massacro della popolazione armena come un “genocidio”. Fra il 1915 e il ’17 almeno 1,5 milioni di armeni sono stati trucidati in modo sistematico. La Turchia, erede dell’impero ottomano, rifiuta la definizione di “genocidio” e dice che gli uccisi armeni sono stati fra i 300 e i 500 mila. Storici filo-governativi affermano che sono morti altrettanti turchi che al tempo hanno combattuto contro gli armeni, alleati dei russi invasori.

La distensione fra i due Paesi è sostenuta con forza dagli Stati Uniti e dall'Unione europea.  Riaprire i confini con l'Armenia darà alla Turchia punti positivi per la sua entrata nell'Ue, ma rischia di metterla in cattiva luce con l'Azerbaijian che lamenta la presenza di truppe armene nei suoi territori. L'Azerbaijian ha minacciato di bloccare fontinure di gas e petrolio - legate alla costruzione dell'oleodotto Nabucco - se non si risolve il problema del Nagorno Karabakh, regione separatista, sostenuta dall'Armenia.

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