8 Luglio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 08/06/2012
ASIA
Adb e Wwf: a rischio l’ecosistema delle nazioni Asia-Pacifico
I Paesi consumano “molte più risorse” di quante ne vengono prodotte, a rischio la sopravvivenza di foreste, fiumi e oceani. Nel mirino degli scienziati il Triangolo del corallo, la regione del Mekong, le foreste del Borneo e l’Himalaya orientale. Per l’analisi utilizzato il Living Planet Index.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) - Le nazioni dell'area Asia-Pacifico consumano "molte più risorse" di quante il loro ecosistema sia in grado di produrre e sostenere, minacciando la sopravvivenza di foreste, fiumi e oceani. È quanto emerge da uno studio congiunto, realizzato dagli esperti della Banca asiatica per lo sviluppo (Adb) in collaborazione con il World Wide Fund (Wwf) e pubblicato in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente. In particolare, la ricerca ha voluto focalizzare l'attenzione sulle modalità di conservazioni di quattro grandi ecosistemi di vasta scala, presenti nel continente asiatico; essi sono il Triangolo del corallo - compreso nelle acque antistanti le coste della Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Timor Est, Indonesia, Malaysia e Filippine - la regione del Mekong, le foreste del Borneo e l'Himalaya orientale.

Il ricercatore e ambientalista Bruce Dunn - fra i curatori dello studio intitolato, intitolato Ecological Footprint and Investment in Natural Capital in Asia - sottolinea che il gap fra consumo di risorse naturali e capacità dell'ambiente di riprodursi è in costante aumento. L'esperto di Adb aggiunge che su scala regionale "l'abitante medio utilizza almeno 1,6 ettari di area produttiva, sia essa di terra o mare", ma se si considera la disponibilità effettiva pro-capite, essa si aggira inferiore all'ettaro (meno di 0,9).

Per misurare i cambiamenti nella salute dell'ecosistema nella regione Asia-Pacifico, gli studiosi hanno utilizzato il Living Planet Index (Lpi), un indicatore che valuta l'evoluzione dei vertebrati di tutto il mondo e ne fornisce dati utili sulla presenza, le specie in declino e le popolazioni a rischio. Nella ricerca è emerso che a livello globale l'indice Lpi è diminuito del 28% fra il 1970 e il 2008, mentre per quanto concerne la regione Indo-Pacifica il crollo si attesta attorno al 64%, con un allarme particolare per alcune specie chiave.

A livello di nazioni, nel contesto asiatico fra i maggiori consumatori abbiamo la Cina e l'India, per la progressiva industrializzazione e il numero di abitanti, destinato ad aumentare fino a "centinaia di milioni" di unità "nei prossimi 20 anni". Per gli esperti è vero, da un lato, che "viviamo oltre i nostri bisogni effettivi"; dall'altro, resta imperativo il bisogno di "identificare soluzioni sostenibili" volte a rafforzare la collaborazione fra Stati e governi a livello locale, regionale e internazionale.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
04/05/2013 ASIA
Allarme Wwf: foreste a rischio nella regione del Mekong
22/06/2013 SINGAPORE – CINA – INDIA
Non solo Singapore: in Asia l'inquinamento ambientale è a livelli allarmanti
05/06/2013 INDIA
Leader Baha’i: come il santo di Assisi, Papa Francesco custode dell’ambiente e del creato
di Nirmala Carvalho
27/06/2009 PAKISTAN
Faisalabad, cristiani e musulmani uniti a difesa dell’ambiente
di Qaiser Felix
25/04/2013 ASIA
Traffici illegali e medicina cinese, a rischio la sopravvivenza dei gechi in Asia

In evidenza
IRAQ-EUROPA
Arcivescovo di Baghdad: Persecuzione dei cristiani, frutto del fondamentalismo e del calcolo politico internazionale
di Jean Benjamin Sleiman*Le persecuzioni hanno degli esecutori, ma vi sono pure dei mandanti e degli sponsor che non si vedono. Esse rispondono a progetti politici e non sono solo frutto della fiamma dell’intolleranza religiosa. Per mons. Sleiman, con le violenze contro i cristiani si sta attuando un programma di disgregazione dell’Iraq e del Medio oriente. Occorre fermare le violenze, ridare ai cristiani piena cittadinanza, riaffermare lo Stato come garante della convivenza. L’intervento dell’arcivescovo di Baghdad dei latini al Parlamento europeo.
ISLAM – M.ORIENTE
Al Azhar e il Vaticano sul terrorismo. Le ambiguità della comunità internazionale
di Bernardo CervelleraL’autorevole università sunnita denuncia le violenze “odiose” dello Stato islamico e domanda al mondo di sconfiggere questo gruppo “attraverso ogni modo possibile”. Vaticano: il terrorismo è una minaccia per l’umanità intera. La Francia dice di combattere il terrorismo, ma poi vende armi, aerei, elicotteri da guerra all’Arabia saudita, che sostiene il fondamentalismo islamico. Il Kuwait lascia vivere i salafiti che appoggiano al Nusra e lo Stato islamico. La Turchia contro i kurdi; gli Stati Uniti contro Iran, Russia e Cina.
TUNISIA - ISLAM
Tunisi, fermare il terrorismo chiudendo le moschee fondamentalistePer il presidente Essebsi, la sfida del terrore può essere affrontata solo con una strategia unitaria e globale. L’attentato a Sousse quasi in contemporanea con quelli in Francia, in Kuwait, in Somalia. Le rivendicazioni dello Stato islamico.

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate