» 03/07/2012 13:16 SIRIA Al Cairo, le divisioni dell'opposizione siriana La Lega Araba tenta una mediazione fra i vari gruppi. Assente il Free Syrian Army, contrario a una risoluzione pacifica del conflitto. Human Rights Watch pubblica un rapporto shock sulle torture del regime di Assad.
Il Cairo (AsiaNews/ Agenzie) - L'opposizione siriana si riunisce al Cairo
per tentare di ricucire le proprie divisioni e studiare un piano di transizione
per il dopo Assad. Organizzato dalla Lega Araba in collaborazione con Consiglio
nazionale siriano (Cns), l'incontro è
stato boicottato dal Free Syrian Army (Fsa).
In un comunicato, il principale gruppo armato ribelle ha definito la riunione
un "complotto" per favorire il regime e suoi alleati: Russia e Cina, ribadendo
la necessità di un intervento armato internazionale per fermare le violenze.
Iniziata ieri, la due giorni del Cairo mira a fissare tempi e modalità di
un'eventuale transizione politica, che tenga conto di tutte le componenti della
società siriana. Il Cns e gli altri gruppi di opposizione rimangono divisi
sull'ipotesi di comprendere nella coalizione anche i membri del regime. Ieri,
Nasser el-Qidwa, consigliere di Kofi Annan inviato di Onu e Lega
araba per la crisi siriana, ha sottolineato che "per conquistare la fiducia della
popolazione, l'opposizione siriana deve essere unita. Questa non è una semplice
scelta, ma una necessità".
L'incontro del Cairo segue il summit del Gruppo di azione per la Siria
tenutosi a Ginevra il 1° luglio, fallito a causa dell'ennesimo no di Cina e
Russia a pressioni diplomatiche per costringere Assad a lasciare il potere.
Secondo i due principali alleati del regime, è il popolo siriano che deve
scegliere il suo futuro, non la comunità internazionale. A tutt'oggi, Mosca e
Pechino non hanno ancora confermato la loro presenza alla riunione degli "Amici
della Siria" in programma il 6 luglio a Parigi.
I conflitti interni all'opposizione siriana, le divisioni fra i Paesi della
comunità internazionale e l'ingerenza di Stati come Arabia Saudita e Russia
rendono sempre più improbabile una soluzione pacifica nel breve periodo.
Confinato per oltre un anno alle roccaforti ribelli delle regioni di Homs, Hama
e Deraa, il conflitto ha coinvolto nelle ultime settimane anche Aleppo e
Damasco. Ieri, nella periferia della capitale, l'esercito ha respinto con
elicotteri d'assalto un attacco dei ribelli. Pesanti bombardamenti e scontri
con carri armati si sono verificati anche nei villaggi a pochi chilometri da
Aleppo.
Intanto, Human Rights Watch ha diffuso oggi un rapporto dove accusa il
regime di torture perpetrate contro i prigionieri politici, rapimenti e arresti
arbitrari. L'organizzazione ha raccolto oltre 200 testimonianze di detenuti
nelle prigioni siriane, che descrivono i metodi di confessione forzata
utilizzate dagli uomini di Assad. Con tale documento Hrw vuole spingere la
comunità internazionale a compiere azioni più concrete per fermare il
conflitto, costato fino ad ora oltre 16.500 morti e circa 100mila
sfollati.