14/05/2018, 08.50
ISRAELE-PALESTINA

Al-Qaida, guerra contro gli Usa e l'ambasciata a Gerusalemme

Critiche anche all’Autorità palestinese, che ha venduto la Palestina. Crescono le tensioni a Gerusalemme: ieri 1.620 ebrei hanno visitato la Spianata delle Moschee, un record dal 1967. Scontri fra il Wafq islamico e la polizia israeliana dopo uno schiaffo a un palestinese che protestava.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Ayman al-Zawahiri, leader di al-Qaida, chiama i musulmani alle armi contro gli Usa, a poche ore dall'apertura dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme. In un video  di cinque minuti diffuso ieri sera, intitolato “Tel Aviv è anche una terra di musulmani”, egli si scaglia contro il presidente americano Donald Trump e afferma che “la distensione non funziona”, serve “la resistenza per mezzo del jihad”. 

Nella registrazione, il medico egiziano, successore di Osama Bin Landen dopo la sua morte nel 2011, critica l’Autorità palestinese, accusando i suoi funzionari di essere i “venditori della Palestina”. Egli si scaglia anche contro i Paesi islamici che sono entrati nelle Nazioni Unite – organizzazione colpevole di riconoscere Israele e non seguire la sharia.

Intanto, crescono le preoccupazioni e le tensioni per la cerimonia di inaugurazione di oggi, data che corrisponde anche al 70° anniversario della creazione dello Stato ebraico e della “nakba” (catastrofe) palestinese. Ieri, mentre in decine di migliaia di israeliani festeggiavano per le vie della Città Santa il "Jerusalem day" (anniversario dell'occupazione della città nel 1967), si sono verificati degli scontri sulla Spianata delle Moschee. Con una cifra record sin dal 1967, 1.620 di ebrei si sono riversati nell’area che per loro è il “Monte del Tempio”, e che gli estremisti ebraici rivendicano come propria, progettando una demolizione delle moschee. A scatenare lo scontro fra l’autorità islamica responsabile del sito di culto islamico, il Waqf, e la polizia israeliana, sarebbe stato uno schiaffo ad un giovane palestinese che urlava contro degli attivisti ebraici minorenni che cercavano di pregare, violandolo Status Quo che regola i luoghi sacri e che vieta agli ebrei di pregare nella Spianata. 

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