16/10/2010, 00.00
RUSSIA
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Al via il censimento dei russi. Critiche della Chiesa ortodossa

di Nina Achmatova
Le operazioni di raccolta dati sono iniziate dalle regioni dell’estremo oriente. I risultati attesi per marzo. La Chiesa ortodossa si lamenta per l’assenza della voce “fede” nel questionario: non vogliono sapere qual è il livello della religione nella nostra società. Ma il problema più cocente è la bassa natalità.
Mosca (AsiaNews) – È iniziato ieri nelle regioni di Primorye, Kamchatka e Magadan dell'estremo oriente russo il secondo censimento nazionale. Operazione che sta facendo discutere per le critiche sollevate da Chiesa ortodossa e opposizione. Le operazioni di raccolta dati andranno avanti per dieci giorni e i dati preliminari sul totale della popolazione russa verranno pubblicati a marzo 2011.
 
Il censimento è stato criticato dalla Chiesa russo-ortodossa e dall’opposizione politica, che ha messo in luce i costi elevati delle operazioni di raccolta e conteggio. L’aspetto economico ha rischiato di far saltare tutto, ma alla fine il governo ha trovato i fondi e giustificato l’iniziativa come “necessaria per lo sviluppo di programmi sociali”.
 
La Chiesa ortodossa, invece, si è lamentata per l’assenza della voce “fede” nel questionario che verrà sottoposto alla popolazione. “Hanno paura di conoscere il livello di diffusione della religione nella nostra società”, ha dichiarato Vladimir Vigilyansky, portavoce del patriarca di Mosca Kirill. Stando ai dati raccolti l'ultima volta, nel 2002, la popolazione russa è composta da 145,2 milioni di persone. Per l’Istituto federale di statistica, invece, i russi attualmente sono circa 142 milioni.
 
Il problema che attanaglia potere politico e Chiesa ortodossa è il costante calo della natalità nel Paese. Secondo le previsioni degli esperti la popolazione della Federazione russa potrebbe scendere ad appena cento milioni entro il 2050, di cui la maggioranza potrebbe essere musulmana. Le cause sono note: una bassa natalità, l’alcolismo che miete vittime tra gli uomini e la diffusa pratica degli aborti, il cui numero nel 2004 ha superato quello delle nascite (1,6 milioni contro 1,5 milioni).
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