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  • » 22/11/2005, 00.00

    CINA

    Allarme ad Harbin per un'improvvisa mancanza di acqua



    Il governo locale annuncia 4 giorni senza fornitura idrica. Timore che il fiume Songhua sia inquinato per l'esplosione di un'impianto chimico. La Cina affronta una grave mancanza d'acqua, specie al nord.

    Pechino (AsiaNews/Scmp) - Harbin, città di 3 milioni di abitanti nella provincia di Heilongjiang, resterà senza acqua per 4 giorni. Grande allarme nella popolazione dopo l'annuncio ufficiale che non chiarisce la causa.

    La fornitura è sospesa dalle ore 20 locali di oggi per "compiere - dice l'annuncio del governo municipale - una completa ispezione e riparare la rete dell'acquedotto". Proibito fare il bagno e lavare l'auto.

    Preoccupata la popolazione, per il timore che il governo nasconda la vera ragione. In un secondo annuncio,infatti, il governo ha indicato che saranno fatte analisi sulle acque del fiume Songhua, fonte del rifornimento idrico. Occorre verificare se l'acqua sia inquinata per un'esplosione del 13 novembre in un impianto petrochimico a Jilin, circa 380 km. a monte sul Songhua. In poche ore i negozi della città hanno venduto tutta l'acqua imbottigliata, le altre bevande e persino il latte.

    Lo sviluppo industriale, l'inquinamento dei fiumi e le piogge acide hanno causato in Cina una grave carenza idrica, al punto che Wang Shucheng, ministro per le Risorse idriche, ha avvertito che occorre "combattere per ogni sorso d'acqua o morire". Oltre 400 delle 660 città cinesi mancano di adeguate forniture idriche e 110 mostrano una "grave carenza". La città di Tianjin dispone di meno acqua dell'Arabia Saudita.

    L'agricoltura assorbe il 65% delle risorse idriche, rispetto al 25% dell'industria e al 10% per uso domestico. Oltre il 50% del grano cinese e il 40% del cotone, coltivazioni ad alto consumo idrico, provengono dalle 3 province settentrionali di Henan, Hebei e Shandong. Sou Lisheng, vice ministro per le Risorse idriche, osserva che metà dell'acqua usata per l'agricoltura viene sprecata. Il governo ha finora aumentato le risorse estraendo l'acqua dalle falde sotterranee. Ma si prevede che queste riserve possano - dice Ma Jun, esperto ambientale - esaurirsi o diventare insufficienti in pochi anni. A Pechino la falda acquifera è scesa di almeno 50 metri in poco più di 50 anni.

    Il governo centrale vuole ora portare l'acqua dal ricco meridione al nord, con imponenti acquedotti. Il progetto, dal costo di 60 miliardi di dollari Usa, prevede per il 2050 di portare al nord 1 miliardo annuo di tonnellate di acqua attinta dal fiume Yangtze. Alte sono le preoccupazioni per le conseguenze ambientali e molti esperti reputano invece preferibile rendere più efficente il consumo e provvedere al riciclaggio. (PB)

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