16/01/2014, 00.00
INDONESIA
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Alluvioni nelle Sulawesi: 13 morti e oltre 40mila sfollati. Cattolici in prima fila nei soccorsi

di Mathias Hariyadi
Le pesanti piogge di questi giorni hanno causato lo straripamento dei fiumi. Colpita la città di Manado e sei distretti della provincia di North Sulawesi. Il bilancio è provvisorio e destinato ad aumentare. Inondate anche diverse chiese. I cattolici hanno allestito centri di emergenza e offrono cibo e accoglienza alle vittime.

Jakarta (AsiaNews) - È di almeno 13 morti e oltre 40mila sfollati il bilancio, ancora provvisorio, delle alluvioni e delle frane che hanno colpito l'isola di Sulawesi, nella parte settentrionale dell'arcipelago indonesiano. Le pesanti piogge hanno innalzato i fiumi, che hanno rotto gli argini e inondato ampie aree della città di Manado e dintorni, distruggendo abitazioni e spazzando via auto e motocicli. Decine di migliaia di persone hanno abbandonato la zona e cercato rifugio in luoghi più sicuri; le autorità hanno allestito diversi centri per accogliere i profughi, senza più casa né cibo a disposizione. Almeno un migliaio le abitazioni sommerse dalle acque. In prima fila nei soccorsi anche i cattolici, che hanno aperto le chiese ancora agibili per offrire un riparo provvisorio. 

Sutopo Purwo Nugroho, portavoce della Protezione civile indonesiana, definisce "massicce" le alluvioni che hanno colpito il Paese; egli aggiunge che le pesanti piogge hanno provocato numerosi smottamenti nelle zone montane. Funzionari della provincia di North Sulawesi confermano che il numero delle vittime è destinato ad aumentare, perché "ci aspettiamo ancora più acqua nei prossimi due o tre giorni". I danni maggiori si concentrano attorno alla città di Manado, capoluogo delle North Sulawesi, tuttavia, problemi si registrano anche in sei diversi distretti della provincia. Cinque vittime si sono registrate a Manado, altrettante a Tomohon e le altre tre nel distretto di Minahasa. 

Raggiunto da AsiaNews p. Markus Marlon, parroco a Manado, riferisce che almeno 12 chiese della zona sono invase dalle acque. Fra queste vi sono le parrocchie di Raja Damai, Ignatius, Perkamil, Tuminting, Kleak,  Rike, Karombasan, Kembes, Tanawangko, Mokupa. "Il numero potrebbe aumentare - aggiunge - ma al momento non è possibile disporre di maggiori informazioni". La diocesi ha allestito un Centro di emergenza, diretto e gestito da p. Joy Derry. Il vescovo ha messo a disposizione alcune strutture, fra cui "cucine" di fortuna, per garantire cibo e generi di primo conforto alle vittime raccolte "nei campi di accoglienza di De La Salle, LSY Komo e Perkamil Church".

In Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza composta da circa 7 milioni di persone, pari al 3% circa della popolazione totale. Nella sola arcidiocesi di Jakarta, i fedeli raggiungono il 3,6% della popolazione. La Costituzione sancisce la libertà religiosa, tuttavia la comunità è vittima di episodi di violenze e abusi, soprattutto nelle aree in cui è più radicata la visione estremista dell'islam, come ad Aceh. Tuttavia, come in questo frangente, essi sono una parte attiva nella società e contribuiscono allo sviluppo della nazione o all'opera di aiuti durante le emergenze.

 

 

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