12/03/2010, 00.00
TURCHIA - SVEZIA

Ankara richiama l’ambasciatore dalla Svezia. Ancora problemi per il genocidio armeno

Era già avvenuto anche con gli Stati Uniti e con il Canada. Cancellato un viaggio di Erdogan a Stoccolma. La diaspora armena contro i rapporti diplomatici fra Armenia e Turchia.
Ankara (AsiaNews/Agenzie) – La Turchia ha richiamato il suo ambasciatore dalla Svezia, dopo che il parlamento di Stoccolma ha votato con uno stretto margine una risoluzione sul genocidio armeno. Il governo turco ha bollato la risoluzione come “basata su errori madornali e senza alcun fondamento”. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan, ha condannato il gesto come “motivato da calcoli politici” e ha cancellato un incontro fra Turchia e Svezia che doveva tenersi il prossimo 17 marzo.
 
La Svezia è uno dei più forti sostenitori dell’entrata di Ankara nell’Unione europea. La risoluzione è passata con 131 voti contro 130, grazie ai voti dell’opposizione e a quello di alcuni parlamentari del partito al governo.
 
Carl Bild, ministro svedese degli esteri , ha detto che il voto è stato “un errore” e che non cambia la posizione del suo governo, che rimane a favore dell’entrata della Turchia in Europa.
 
Una settimana fa è avvenuto un fatto simile negli Stati Uniti, dove il comitato congressuale ha votato una mozione simile sul genocidio armeno e la Turchia ha richiamato anche da Washington il suo ambasciatore. L’anno scorso, un incidente simile è avvenuto col Canada.
 
Alla fine dell’impero ottomano (1915-17), centinaia di migliaia di armeni sono stati uccisi mentre venivano deportati dall’est Anatolia. Molti sono anche morti di stenti.
 
Molti storici e il popolo armeno considera tutto ciò un genocidio pianificato. Secondo altri storici e la Turchia, l’uccisione degli armeni è solo uno dei molti casi di violenze avvenute durante la guerra. Secondo gli armeni il genocidio è costata la vita a 1,5 milioni di persone; secondo la Turchia i morti sono stati forse 50 mila, insieme a molti turchi.
 
Negli ultimi tempi, Armenia e Turchia si sono preparati ai rapporti diplomatici, ma la diaspora armena è fortemente contraria fino a che Ankara non riconoscerà in pieno il genocidio.
 
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