12/10/2019, 11.58
HONG KONG-CINA
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Appello del card. Tong contro le violenze: Ritrovare speranza e fiducia

di John Tong

L’Amministratore apostolico di Hong Kong pubblica una lettera aperta. “Provo un profondo dolore nel vedere i giovani ansiosi e preoccupati a causa dell’attuale situazione sociale, poiché essi non solo rappresentano il nostro futuro ma anche il nostro presente”.

Hong Kong (AsiaNews) – Solo “rispondendo e concretizzando le richieste dei cittadini, è possibile ricostruire l’armonia sociale” ad Hong Kong. Lo afferma il card. John Tong, Amministratore apostolico della diocesi. Nell’ex colonia britannica non si placano le tensioni, iniziate in giugno scorso con le manifestazioni contro la legge sull’estradizione (ritirata dopo tre mesi). Queste sono cresciute in un movimento pro-democratico, ma la chiusura del governo ha spinto gruppi di dimostranti ad atti vandalici e scontri con le forze dell’ordine. Il card. Tong (foto 2) ha pubblicato oggi una lettera in cui invita cittadini e fedeli a “ritrovare la speranza”. “La violenza non è la soluzione al problema attuale, ma provoca solo ferite sempre più profonde”, afferma il cardinale. Già in luglio, egli aveva sottoscritto un appello per chiedere al governo il ritiro della legge, un freno a provocazioni e violenze, l’istituzione una Commissione d’inchiesta per trovare la verità sugli scontri. Oggi, il card. Tong esorta il governo ad “applicare la legge con coscienza, ricostruendo la fiducia reciproca tra istituzioni e i cittadini”. Ecco la sua lettera (Traduzione a cura di AsiaNews).

Cari amici di Hong Kong,

I tumulti iniziati a causa della legge sull’estradizione non solo non migliorano, ma tendono ad aggravarsi ulteriormente. In quanto cittadino di Hong Kong, nutro un profondo dolore al riguardo. Sono un religioso e non un politico; infatti, non sono qui per proporre un’eventuale soluzione a questo problema. Tuttavia, grazie alla mia fede, sono fermamente convinto che il Signore sia il padrone della storia umana, nonostante quanto sta accadendo non sia spiegabile con il buon senso e le persone coinvolte non sappiano come affrontarlo. Eppure, sono fermamente convinto che Dio ci accompagni durante le difficoltà.

In questo periodo, tanti fedeli mi hanno domandato: “Oltre alla preghiera, cos’altro possiamo fare?”. So che la preghiera non cambia gli altri, ma penso che possa convertire il nostro cuore aiutandoci ad affrontare la prova e ritrovare la speranza. So che la maggior parte degli ascoltatori non è credente e che è possibile perdere il controllo, durante questo periodo di ripetuti disordini. In tali situazioni, vi suggerisco di fare un profondo respiro e ricordare come avete fatto in passato a superare sfide, ritrovando la speranza. E se tutte queste informazioni negative influiscono sulla vostra pace interiore, vi consiglio di confidarvi con qualche amico fidato che vi comprende; questo ci aiuta ad andare avanti.

Quando le nostre richieste legittime non vengono accettate, possiamo sentirci delusi. Ma non dovete perdere la speranza, poiché la disperazione offusca il nostro sguardo sul futuro, prosciugando la nostra vita. Dobbiamo stare attenti, poiché l’ira induce l’uomo all’odio. A poco a poco, esso consuma la nostra capacità di distinguere tra il bene e il male, distruggendo la bontà e provocando violenze. Sono fermamente convinto che la violenza non è la soluzione al problema attuale, ma provoca solo ferite sempre più profonde.

Infatti, le due Guerre mondiali avvenute nello scorso secolo e il genocidio commesso sulla penisola balcanica verso la fine degli anni ’80 sembrano ancora eventi accaduti ieri, che hanno provocato innumerevoli morti. Questo è proprio il frutto dell’odio. Come ben sappiamo, sia il santo Gandhi sia Nelson Mandela – che ha lottato in Sudafrica per l’eliminazione della politica segregazionista – hanno portato avanti proteste pacifiche contro la tirannia, guadagnando una fama internazionale. Si dice che siamo tutti fratelli e sorelle: questo coincide perfettamente con la nostra fede cristiana.

Tutti condividiamo la medesima origine; ognuno di noi possiede la stessa natura: tutti abbiamo dei sentimenti; tutti abbiamo diritto alla vita; tutti abbiamo la stessa dignità. Ciascuna persona porta con sé un’esperienza di vita differente, dando luogo a idee e opinioni diversi; perciò dobbiamo rispettarci reciprocamente seguendo la nostra coscienza. Questo è stato uno degli elementi fondamentali a determinare il successo di Hong Kong negli anni passati.

Solo rispondendo e concretizzando le richieste dei cittadini, è possibile ricostruire l’armonia; perciò, al momento il compito prioritario consiste nella ricostruzione della fiducia reciproca tra il governo e i cittadini, riportando indietro quella preziosa armonia sociale che sta venendo meno. Provo un profondo dolore nel vedere i giovani ansiosi e preoccupati a causa dell’attuale situazione sociale, poiché essi non solo rappresentano il nostro futuro ma anche il nostro presente.

Quanto sta accadendo li rende confusi e delusi: come aiutarli ad uscire da questo labirinto è pertanto il compito prioritario di tutte le classi sociali e le autorità. Invito il governo di ascoltare attentamente il grido dei cittadini di Hong Kong; i governanti devono applicare e rispettare la legge con coscienza, ripristinando la fiducia e il rispetto dei cittadini nei loro confronti.

Dio vi benedica tutti.

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