24/02/2017, 13.20
INDIA

Arcivescovo di Bangalore inaugura il primo consultorio familiare

Nirmala Carvalho

L’obiettivo è risolvere la crisi della famiglia e sottolineare di nuovo la santità dell’istituzione matrimoniale. La diocesi si avvale delle competenze di 20 sacerdoti dell’Holy Cross, esperti in materia. La disgregazione delle famiglie è evidente nell’aumento delle cause di annullamento.

Bangalore (AsiaNews) – Mons. Bernard Moras, arcivescovo di Bangalore (Karnataka), ha inaugurato il primo consultorio familiare della Chiesa locale. Egli ha spiegato che l’iniziativa nasce dalla “profonda preoccupazione riguardo il numero crescente di cattolici che scelgono la convivenza e sottovalutano la santità dell’istituzione matrimoniale”. Il servizio offerto dall’arcidiocesi servirà anche a ricostruire i legami familiari sempre più in crisi nel mondo di oggi. L’arcivescovo ha aggiunto: “Persino dopo un lungo periodo di formazione, anche i sacerdoti possono avere delle crisi e ricercare il sostegno di una guida spirituale o di qualcuno che sappia dare loro dei consigli. Allo stesso modo, le famiglie potrebbero essere nella stessa condizione di bisogno”.

Il consultorio è stato inaugurato lo scorso 20 febbraio. A livello locale, la città è già fornita di un simile servizio, ma “sentivamo la necessità – continua il vescovo – di avere un’iniziativa a livello diocesano dedicata per intero alle necessità delle famiglie. Per questo abbiamo chiesto aiuto ai sacerdoti della congregazione dell’Holy Cross”.

Nello specifico, 20 esperti con una formazione professionale si sono riuniti nei locali del Paalanaa Bhavana, il centro pastorale dell’arcidiocesi. Per sei mesi essi hanno discusso e pianificato come poter offrire le proprie competenze alle coppie in crisi, aiutando i coniugi a riconciliarsi.

Secondo mons. Moras, il consultorio è la risposta concreta all’Assemblea plenaria dei vescovi cattolici dell’India, riunita di recente, che ha deciso di puntare proprio sulla risoluzione delle problematiche familiari. “Inoltre papa Francesco – aggiunge – nel Sinodo dei vescovi sulla famiglia del 2015 ha sottolineato la necessità di proteggere le famiglie dalla disgregazione e dalla discordia. In quanto arcidiocesi sentiamo l’urgenza di proteggere il sacramento del matrimonio e la famiglia in una società che continua a cambiare e tende a danneggiare le famiglie”.

La conseguenza più evidente della disgregazione familiare è l’aumento delle cause di annullamento matrimoniale. Ciò, secondo il vescovo, è dovuto anche alla superficialità dei corsi prematrimoniali. “Purtroppo – conclude – spesso le suore e i sacerdoti sono restii a fornire insegnamenti o adeguati orientamenti in tema di vita sessuale o di relazioni tra i coniugi. Gli attuali due giorni di corso non sono sufficienti, se consideriamo tutte le sfide e le difficoltà che le coppie affrontano nel matrimonio”.

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