12/06/2020, 12.13
ASIA
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Asia-Pacifico: I voli aerei dopo il Covid-19

La Cina stipula accordi speciali con Corea del Sud e Singapore. Il Giappone studia aperture ai voli da Thailandia, Vietnam, Australia e Nuova Zelanda. La Cambogia intende far pagare ai visitatori stranieri i costi per i controlli anti-coronavirus. Rimangono chiusi i confini indiani.

Hong Kong (AsiaNews) – Diversi Paesi nella regione Asia-Pacifico stanno riattivando i collegamenti aerei con l’estero, sospesi da fine gennaio e i primi di febbraio per combattere la diffusione del coronavirus.

Secondo l’Organizzazione internazionale per il trasporto aereo (Iata), la domanda mondiale nel settore è crollata del 94,3% ad aprile su base annua. A fine maggio, i voli giornalieri sono cresciuti del 30% rispetto al picco negativo del mese precedente; la Iata stima che il traffico tornerà ai livelli pre-emergenza solo nel 2023.

Le riaperture dei confini sono dettate dalle necessità di ravvivare le economie nazionali, duramente colpite dagli effetti recessivi della pandemia. Di seguito una panoramica degli interventi adottati da alcune nazioni asiatiche e del sud Pacifico:

Cina: I cittadini cinesi possono rientrare in patria, ma per molti stranieri l’ingresso è ancora vietato. Il governo ha stipulato accordi con Corea del Sud e Singapore per facilitare i viaggi di affari. Pechino permette a manager e personale tecnico da altri Stati di entrare nel Paese, ma solo su voli charter autorizzati. In alcuni casi, per questi uomini d’affari stranieri è prevista una quarantena più ridotta.

Hong Kong: Dal 1 giugno è permesso il transito dei voli internazionali. Rimane il divieto di ingresso per i non residenti. Tutti i passeggeri che arrivano a Hong Kong sono testati al coronavirus.

Taiwan: Gli aeroporti dell’isola accolgono un numero limitato di voli internazionali. I confini rimangono chiusi per gli stranieri, a meno che non siano in possesso di un permesso di soggiorno. Tutti coloro che entrano nel Paese devono osservare una quarantena di 14 giorni.

Giappone: Nel Paese del Sol Levante, i confini sono ancora chiusi per i cittadini di 111 Stati. Il governo progetta di permettere l’ingresso a 250 viaggiatori al giorno provenienti da Thailandia, Vietnam, Australia e Nuova Zelanda. Tale riapertura sarà attiva da quest’estate e riguarderà uomini d’affari e ingegneri. In un secondo momento, la misura potrebbe essere estesa agli arrivi da Cina, Stati Uniti e Corea del Sud.

Corea del Sud: Il governo ha riattivato solo pochi collegamenti internazionali. I cittadini sudcoreani e stranieri che entrano nel Paese devono rispettare una quarantena di due settimane. Diplomatici e uomini d’affari sono esentati dalla quarantena, ma sono testati al loro arrivo.

Singapore: I confini della città-Stato sono ancora chiusi, ma il governo permette il transito dall’estero attraverso il principale aeroporto del Paese. Le autorità locali stanno discutendo la ripresa dei collegamenti con diversi Stati. Dall’8 giugno, funzionari statali e uomini d’affari possono viaggiare tra Singapore e sei province cinesi senza dover osservare lunghe quarantene.

Thailandia: Fino alla fine di giugno, i voli commerciali internazionali sono vietati; permessi alcuni voli charter. Per entrare nel Paese, i cittadini locali devono esibire un permesso rilasciato dall’ambasciata thailandese della nazione di provenienza; gli stranieri devono presentare un certificato che attesti la loro negatività al morbo. Per entrambe le categorie è obbligatoria la quarantena di due settimane.

Malaysia: I confini nel Paese sono chiusi. Dall’10 giugno è permesso l’ingresso ai cittadini malaysiani che rientrano in patria. Per chi risulta negativo al test diagnostico è prevista una quarantena di due settimane nella propria abitazione.

Indonesia: Possono entrare nel Paese cittadini locali e possessori di permessi di soggiorno da lungo tempo. All’arrivo all’aeroporto, essi devono dimostrare la loro negatività al virus presentando un certificato medico, oppure sottoponendosi al test.

Vietnam: I confini nazionali rimangono chiusi, tranne che per i cittadini vietnamiti e gli “esperti” stranieri muniti di permesso di soggiorno. Quest’ultimi possono entrare nel Paese solo con voli charter e se dimostrano di non aver contratto il Covid-19. Hanoi vuole riattivare i collegamenti aerei con le nazioni che negli ultimi 30 giorni non hanno registrato casi di contagio.

Cambogia: Il governo cambogiano intende far pagare ai visitatori stranieri i costi per i controlli anti-Covid-19: 5 dollari per il trasporto dall’aeroporto a una struttura sanitaria; 100 dollari per il test diagnostico; 30 dollari per l’alloggio fornito in attesa dei risultati.

Filippine: I cieli filippini continuano a essere chiusi per gli stranieri, a meno che essi non siano coniugi o figli di un cittadino filippino, diplomatici o dipendenti di una organizzazione internazionale. Tutti coloro che fanno ingresso nel Paese sono messi in quarantena per 14 giorni.

India: I collegamenti internazionali sono ancora sospesi; nel Paese i contagi sono in crescita.

Australia e Nuova Zelanda: Confini chiusi per gli stranieri in entrambi i Paesi. Ingresso permesso solo ai cittadini locali e ai residenti. Obbligatoria una quarantena di 14 giorni. I due Stati studiano un piano per riaprire tutti i collegamenti tra i loro aeroporti

Russia: I cittadini russi possono viaggiare all’estero per motivi familiari e di studio. Gli stranieri possono entrare nel Paese solo per prendersi cura dei propri congiunti.

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