24/05/2013, 00.00
SIRIA
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Assad apre "forse" al dialogo. Ad Aleppo giovani cristiani offrono la loro vita per i poveri

Il presidente parteciperà in "linea di principio" alla conferenza di pace del 10 giugno a Ginevra proposta da Russia e Stati Uniti. Finora l'opposizione non risponde. La Coalizione nazionale siriana sempre più divisa fra diplomazia e lotta armata. Mons. Audo, vescovo caldeo, racconta il lavoro silenzioso della Chiesa di Aleppo. La fede dei giovani e l'aiuto disinteressato a poveri e sfollati sono la vera speranza per la ricostruzione della Siria.

Aleppo (AsiaNews) - Bashar al-Assad parteciperà alla conferenza di pace internazionale prevista per il 10 giugno a Ginevra. Lo riferisce Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo. Per il diplomatico, il presidente siriano avrebbe accettato "in linea di principio" la possibilità di sedersi a un tavolo di negoziazione, per cercare un accordo con l'opposizione, che però non ha ancora dato risposta. Ieri, Ahmad Mouath Al-Khatib, ex presidente della Coalizione nazionale siriana ha proposto un piano di pace che prevede l'uscita di scena di Assad "in sicurezza", senza che contro questi vengano scatenate vendette o processi. Per al-Khatib ciò consentirà di avviare una transizione morbida verso una piena democrazia anche in accordo con gli ex membri del regime. Gli attuali leader della Coalizione, precisano però che l'iniziativa di al-Khatib è personale e che deve ancora passare al vaglio dei vari gruppi ribelli, che ancora premono per una guerra contro Assad, facendo pressione sugli Stati occidentali - Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti - per l'invio di armi. Mentre i Paesi occidentali e arabi discutono sul futuro della Siria e se inviare o meno armi ai ribelli, la Chiesa cattolica continua il suo lavoro discreto e silenzioso fra poveri e sfollati.

Intervistato da AsiaNews, mons. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria racconta la "straordinaria vitalità dei giovani cattolici". Affrontando i rischi della guerra, migliaia di ragazzi lavorano nelle mense e nei centri di raccolta della Caritas locale  e hanno grande attenzione anche per le attività spirituali, spesso rivolte anche a membri di altre religioni .

"Ogni giorno - afferma mons. Audo - cerchiamo di compiere la nostra missione ovunque vi sia bisogno. I giovani responsabili che ci seguono sono diverse centinaia. Insieme ai loro coetanei essi sono attivi in molte attività caritatevoli". Per il prelato questo impegno dei ragazzi siriani è commovente e straordinario "per una città come Aleppo, che sempre di più è descritta dai media come un luogo sull'orlo della distruzione, in preda al caos, agli odi inter-religiosi". "Lo scorso 17 maggio - continua - oltre mille giovani delle parrocchie di Aleppo si  sono riuniti per prepararsi alla Giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro". Fino ad ora non è chiaro se qualcuno di loro avrà la possibilità di fare il viaggio. In questi mesi pochissimi riescono ad uscire dal Paese e rientrare senza problemi. "Ogni due mesi - spiega - i giovani organizzano una giornata di attività di riflessione per prepararsi spiritualmente a questo grande evento". Mons. Audo elogia la cura delle celebrazioni, la bellezza dei canti, l'attenzione che questi ragazzi dedicano ai nuovi arrivati. Il tutto mentre nell'aria riecheggiano colpi di obice e le scariche dei mitragliatori.  

Le Chiese cattolica e ortodossa, sono rimaste le uniche realtà autorevoli e neutrali presenti ad Aleppo e in gran parte dei territori siriani. Tale consapevolezza ha spinto sacerdoti e prelati a chiedere con urgenza un sinodo locale della Chiesa cattolica ad Aleppo. "I giovani sacerdoti - spiega - mons. Audo -  lo stanno chiedendo da diverso tempo, vogliamo comprendere come essere uniti in questo periodo difficile, per dare una speranza alla popolazione e ai nostri fedeli".

Fino ad ora l'unica organizzazione in grado di distribuire viveri e offrire ospitalità alle migliaia di sfollati della provincia di Aleppo è la Caritas locale, che opera attraverso le parrocchie e i conventi sparsi nelle varie province. Di recente la Chiesa ha organizzato una giornata di formazione per tutti i responsabili dei centri per l'assistenza ai poveri e agli sfollati. "Vi erano oltre 100 giovani - racconta mons. Audo - e ciò dimostra quante iniziative silenziose e gratuite sono presenti in questa città, dove si sente il pericolo della guerra, di morire, di essere rapiti, derubati, ma si va avanti, con fede e speranza". (S.C.)

 

 

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