16/02/2015, 00.00
KAZAKISTAN
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Astana, il Partito al governo vuole anticipare le elezioni presidenziali

Andare alle urne prima della naturale scadenza del mandato di Nazarbayev (2016), significherebbe riconfermare il leader che guida il Paese ormai da 26 anni ed eliminare ogni speculazione sulla sua successione.

Astana (AsiaNews/Agenzie) - Il Partito di governo del presidente Nursultan Nazarbayev ha espresso sostegno alla cosiddetta "iniziativa popolare" di tenere elezioni presidenziali anticipate, aprendo la strada alla conferma al potere del longevo leader kazako per altri cinque anni. "Crediamo che l'iniziativa di tenere presidenziali anticipate sia la decisione più corretta, in pieno rispetto con gli interessi della nazione e del popolo", ha fatto sapere in una dichiarazione ufficiale il partito Nur Otan.

La presa di posizione nasce dal fatto che l'Assemblea del popolo (organo costituzionale, presieduto dallo stesso Nazarbayev, che rappresenta i gruppi etnici del Paese) ha proposto di andare alle urne quest'anno e non nel 2016, come previsto, per permettere al presidente di guidare il Kazakistan, attraverso le difficoltà economiche causate dal calo del petrolio e dalla crisi in Russia.

Nazarbayev è stato eletto con quasi il 96% dei voti nel 2011 e il suo mandato quinquennale finisce l'anno prossimo. Ex operaio di acciaieria, il leader settantaquattrenne guida di fatto il Paese dal 1989, quando fu nominato segretario del locale Partito comunista. La sua leadership è caratterizzata dal pugno di ferro e non ha alcuna opposizione politica con cui realmente confrontarsi. La sua possibile rielezione nel voto anticipato metterebbe fine alle speculazioni sulla sua successione.

Zagipa Baliyev, deputata di Nur Otan, ha spiegato alla stampa che secondo la Costituzione si aspetta ora un decreto presidenziale che annunci la data delle elezioni. La presidenza non ha ancora commentato ufficialmente. Chiamato "leader della nazione", il presidente, secondo la legge, non ha limiti nei suoi mandati.

Criticato dall'Occidente e dalle organizzazioni per i diritti umani per i suoi metodi autoritari, il leader kazako, però, ha anche promosso riforme interne che hanno portato a un aumento degli investimenti diretti dall'estero (oltre 170 miliardi di dollari), in quella che è la più grande economia dell'Asia centrale e ha contribuito a mantenere pace sociale e ad arginare l'estremismo, in un Paese da 17 milioni di abitanti e a maggioranza musulmano. (N.A.) 

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