03/06/2026, 15.42
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Tiananmen: Pechino vieta persino alle madri di piangere sulle tombe

Alla vigilia dell'anniversario del massacro del 1989 le autorità locali hanno avvertito le famiglie che il 4 giugno non potranno accedere al cimitero di Wanan, luogo di sepoltura di molte delle vittime. Nuovo atto di crudeltà nella rimozione della memoria sui fatti di 37 anni fa. La testimonianza dell'89enne Zhang Xianling a Radio Free Asia: "La polizia è sotto casa mia. Una cosa mai successa prima".

Milano (AsiaNews/Agenzie) - Alla vigilia del 37º anniversario del massacro di Piazza Tiananmen, diversi parenti delle vittime della repressione hanno appreso che quest'anno il 4 giugno sarà loro vietato visitare le tombe dei propri cari. Sono stati loro stessi a riferirlo al sito Radio Free Asia: il gruppo denominato “Madri di Tiananmen” ha reso noto di aver ricevuto una comunicazione dall'Ufficio municipale per la sicurezza di Pechino secondo cui, per la prima volta in oltre 30 anni, non sarà loro consentito di accedere al Cimitero di Wanan, luogo di sepoltura di molte delle vittime, né tenere le loro annuali cerimonie commemorative post-funerarie.

“Queste attività, che un tempo erano di routine, non sono più consentite. Adesso non ci è nemmeno permesso di andare lì, cosa che non era mai successa prima”, ha dichiarato a Radio Free Asia Zhang Xianling, una delle Madri di Tiananmen. Il gruppo ha scritto una lettera di protesta esortando le autorità a revocare il divieto, definendolo “irragionevole”. Centinaia di persone morirono durante la repressione del 4 giugno 1989 contro le proteste a favore della democrazia, un evento che Pechino ha cancellato dalla memoria pubblica ufficiale.

Per decenni, i membri del gruppo delle Madri di Tiananmen si sono recati al Cimitero di Wanan ogni 4 giugno sotto scorta della polizia per rendere omaggio ai loro cari e Zhang aveva programmato di fare lo stesso anche quest'anno, ma, ha detto, la polizia è di stanza vicino a casa sua dal 28 maggio. “Ci sono due addetti alla sicurezza all'ingresso del complesso residenziale, due agenti di polizia al piano inferiore e due automobili — una volante della polizia e un'auto della polizia in borghese”, ha riferito.

Zhang, 89 anni, è la madre di Wang Nan, uno studente della Scuola Superiore Yuetan di Pechino quando che aveva 19 anni quando fu ucciso da colpi d'arma da fuoco sparati dalle truppe della legge marziale nelle prime ore del 4 giugno, a un incrocio a nord del Grande Palazzo del Popolo, secondo un registro delle vittime curato dall'organizzazione non governativa Human Rights in China. Il proiettile entrò nella parte sinistra della sua fronte e uscì dietro l'orecchio sinistro, lasciando un foro sul retro del casco da motociclista che indossava.

Le truppe seppellirono il corpo di Wang Nan insieme ad altri in una fossa poco profonda a ovest della Porta di Tiananmen, ma forti piogge dilavarono il terreno pochi giorni dopo. Il suo corpo fu trasferito all'obitorio di un ospedale e inizialmente scambiato per quello di un soldato, poiché era appena rientrato da un addestramento militare e indossava una vecchia uniforme dell'esercito. La sua famiglia riuscì a recuperare il corpo solo diversi giorni più tardi e le sue ceneri furono tumulate nel Cimitero di Wanan.

Il gruppo delle Madri di Tiananmen ha costantemente chiesto la divulgazione della verità sul 4 giugno, l'accertamento delle responsabilità e un risarcimento per le famiglie delle vittime. Ogni anno, nell'avvicinarsi del 4 giugno, i membri del gruppo sono sottoposti a diversi livelli di sorveglianza e vengono limitati nei contatti con il mondo esterno e negli spostamenti quotidiani. Vietare alle Madri di Tiananmen di svolgere le loro annuali cerimonie commemorative post-funerarie è particolarmente crudele, ha dichiarato a RFA un dissidente di Pechino identificato soltanto con il cognome Wu: “Sono passati più di 30 anni e ora a loro è tolto persino il diritto di andare al cimitero. Tutto questo sta avvenendo all'improvviso”.

 

Foto: Tiananmen Mothers - Radio Free Asia

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