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  • » 20/12/2016, 08.45

    GERMANIA-ISLAM

    Attacco a un mercato natalizio a Berlino: “terrorismo”



    Un camion ha travolto la folla radunata nel mercatino vicino alla Gedankenkirche. Uccide 12 persone e ferite 48. L’autista è stato arrestato. È afghano (o pakistano) e deve aver sequestrato il veicolo uccidendo il vero autista. In Germania una lista di attacchi legati allo Stato islamico. Preoccupazione per il ritorno in patria dei “foreign fighters”.

    Berlino (AsiaNews/Agenzie) – La polizia tedesca è quasi sicura che ci si trovi davanti a un “attacco terrorista”: ieri sera verso le 8, un uomo ha guidato un camion contro un affollato mercato natalizio nel cuore di Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone 48.

    Secondo le forze di sicurezza, l’autista del camion è un afghano o un pakistano in attesa di asilo nel Paese. Era arrivato in Germania in febbraio come profugo.

    Secondo media locali, l’uomo era conosciuto per alcuni piccoli gesti criminali (furti), ma non per avere legami con cellule terroriste.

    L’incidente mortale è avvenuto a pochi passi dalla Gedankenkirche, in pieno centro della zona ovest di Berlino. Il camion si è diretto contro il mercato in un’ora di punta, travolgendo bancarelle, visitatori e turisti. L’autista ha cercato di fuggire, ma è stato poi arrestato.

    La polizia ha confermato che dentro il camion vi era un uomo morto. Con ogni probabilità era il vero autista del mezzo, che era stato rapito. Ariel Zurawski, il proprietario polacco del camion, ha confermato che il suo autista era irraggiungibile da dopo le 4 del pomeriggio di ieri.

    Secondo le ricostruzioni, il camion ha guidato attraverso il mercatino per una cinquantina di metri

    L’attacco di ieri ricorda da vicino quello avvenuto a Nizza lo scorso 14 luglio, quando un camion si è diretto contro la folla sul lungomare, uccidendo 86 persone.

    Nei mesi scorsi, sia Daesh (lo Stato islamico, SI), sia al Qaeda avevano lanciato appelli alle loro cellule di colpire la gente usando mezzi di trasporto.

    Già un anno fa, cinque giorni dopo gli attentati di Parigi e St Denis, il ministro tedesco degli interni, Thomas de Maizière aveva dichiarato che “la minaccia in Europa come pure in Germania è seria, molto seria”, aggiungendo che ciò che era successo in Francia era “la prima parte di una serie di attentati coordinati dallo Stato islamico in Europa” e che “non sarebbero stati gli ultimi”.

    La Germania non è nuova a questi attentati legati allo SI. Il 18 luglio scorso un giovane rifugiato di origine afghana aveva ferito quattro persone con un’ascia su un treno vicino a Wuerzburg (Baviera). Il 24 luglio un rifugiato siriano si è fatto esplodere in un ristorante durante il festival della musica ad Ansbach (Baviera), facendo 15 feriti.

    Altri attentati sono stati disinnescati prima che avvenissero. Il 12 ottobre scorso, il giovane Jaber Al-Bakr, un siriano di 22 anni, è stato arrestato mentre si apprestava a commettere un attentato contro un aeroporto di Berlino. La sua cattura è avvenuta grazie all’aiuto di tre siriani che lo hanno neutralizzato e consegnato alla polizia.

    Il 29 novembre è stato arrestato un impiegato di 51 anni, convertito all’islam di recente, che lavorava nell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (i servizi di informazione dell’interno). L’uomo, uno spagnolo naturalizzato in Germania, progettava di commettere un attentato contro la sede dei servizi a Colonia.

    In Germania, come in altri Paesi d’Europa, si teme la presenza di “foreign fighters”, di giovani che hanno abbandonato il loro Paese per andare a combattere in Siria o Iraq al fianco dello SI e che dopo un addestramento alla guerriglia urbana, ritornano indietro. In questi anni dalla Germania sono partiti verso il Medio Oriente almeno 800 giovani. Di questi, i due terzi sono di nazionalità tedesca.

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