02/11/2017, 08.55
BAHRAIN
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Bahrain, leader dell’opposizione sciita accusato di ‘spionaggio’ per il Qatar

Sheik Ali Salman, ex leader di Al-Wefaq, avrebbe promosso “attività sovversive contro il Bahrain, minacciandone gli interessi nazionali”. Nel 2011 l’ex premier del Qatar lo avrebbe contattato chiedendogli di fare pressioni sul governo di Manama. L’attivista è già in carcere per scontare una condanna a nove anni. 

 

Manama (AsiaNews/Agenzie) - Le autorità del Bahrain hanno incriminato il leader dell’opposizione sciita Sheikh Ali Salman, già in carcere, con l’accusa di “spionaggio” a favore del Qatar. È quanto hanno affermato ieri fonti della procura di Stato, secondo cui l’attivista avrebbe promosso proteste di piazza nel Paese rispondendo alle indicazioni giunte dal governo di Doha. 

L’inchiesta sui presunti legami fra Salman e i vertici del Qatar è iniziata ad agosto, dopo che quattro nazioni arabe - fra cui il Bahrain - hanno accusato il Paese vicino di sostenere il terrorismo e legami con l’Iran sciita. Una crisi diplomatica e commerciale che ha portato all’isolamento di Doha nella regione. 

In un servizio rilanciato dalla tv di Stato del Bahrain emergono durissime accuse contro il Qatar, accusato di aver orchestrato le proteste anti-governative che si sono succedute nel regno negli ultimi sei anni. Nel 2011 l’ex premier qatariota Sheikh Hamad bin Jassem Al-Thani avrebbe contattato Salman - all’epoca leader di Al-Wefaq - chiedendogli di scendere in piazza e fare pressioni sul governo di Manama. 

Salman si trova in prigione dal 2014, con una condanna a nove anni per incitazione all’odio. Egli dovrà rispondere anche di questo nuovo capo di accuse: “Spionaggio al soldo di un Paese straniero […] con l’obiettivo di promuovere attività sovversive contro il Bahrain e minacciandone gli interessi nazionali”. 

Il dissidente andrà alla sbarra anche per “rivelazioni di segreti della difesa a una nazione straniera e aver diffuso informazioni che potrebbero danneggiare lo status e la reputazione del Bahrain”. 

La nota del pubblico ministero non chiarisce la data prevista per il nuovo processo. 

Il Bahrain è una monarchia del Golfo retta da una dinastia sunnita in un Paese in cui la maggioranza della popolazione (almeno il 60-70%) è sciita e da tempo chiede cambiamenti costituzionali e diritti sociali ed economici. Nel 2011 sulla scia delle primavere arabe, vi sono state sommosse che il re - alleato di Washington e sostenuto da Riyadh - ha sconfitto con truppe inviate dall’Arabia Saudita.

Lo scorso anno le autorità hanno arrestato e condannato attivisti e leader religiosi sciiti e sospeso le attività di Al-Wefaq, principale gruppo sciita di opposizione. L’accusa è di “terrorismo, estremismo e violenza” oltre che legami con una potenza straniera (leggi Iran).(DS)

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