29/12/2014, 00.00
BAHRAIN
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Arrestato il leader dell'opposizione in Bahrain

Sheikh Ali Salman guida il gruppo al-Wefaq, che ha sfidato la monarchia boicottando le elezioni dello scorso novembre. Fermato per "accertamenti" è stato poi trattenuto dal ministero dell'interno. Il suo gruppo avverte: "Mossa pericolosa e arbitraria, che mette a rischio il dialogo politico e la sicurezza del Paese".

Manama (AsiaNews/Agenzie) - Il più grande movimento di opposizione del Bahrain, al-Wefaq, ha confermato l'arresto del proprio leader dopo un giorno di interrogatori all'interno del ministero dell'Interno. Lo stesso dicastero ha spiegato che Sheikh Ali Salman è stato fermato per accertamenti riguardo "la violazione di alcuni aspetti della legge". Secondo l'avvocato del politico, Ali è stato inoltre accusato di "aver incitato l'odio contro il regime".

Il fermo è avvenuto dopo una grande protesta, avvenuta lo scorso 26 dicembre, durante la quale migliaia di sciiti (fra cui appunto Salman) hanno sfilato per le vie della capitale Manama per chiedere le dimissioni del governo e del Parlamento. Negli ultimi tre anni si sono moltiplicate le dimostrazioni della comunità sciita contro la monarchia, sunnita: queste hanno prodotto migliaia di arresti.

Il Bahrain, alleato di Washington e sostenuto da Riyadh, è agitato da continue proteste dall'inizio del 2011, quando i primi tumulti delle Primavere arabe hanno iniziato ad attraversare molti Paesi nordafricani e mediorientali. Motore del dissenso è la maggioranza sciita, che chiede all'élite governativa (di orientamento sunnita) maggiori libertà e riconoscimenti. Tuttavia, le autorità hanno represso nel sangue la protesta e anche i successivi tentativi di "dialogo nazionale" si sono conclusi con un nulla di fatto.

L'interrogatorio nei confronti di Salman è con ogni probabilità legato allo status legale di al-Wefaq, che lo scorso novembre 2014 è stato bandito dalla scena politica del Paese per aver annunciato l'intenzione di boicottare le elezioni parlamentari. In un comunicato, al-Wefaq definisce l'arresto del proprio leader "un'avventura pericolosa e arbitraria, che complicherà in maniera seria la scena politica e la sicurezza del Bahrain". 

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