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» 09/04/2010 08:50
THAILANDIA
Bangkok, “camicie rosse” per la riapertura dell’emittente tv. Sette mandati di arresto
Il “Canale del popolo” oscurato dopo la dichiarazione dello stato di emergenza. Secondo il premier thai ha diffuso informazioni “fuorvianti”. Oltre 6mila agenti presidiano l’edificio. Rafforzate le misure di sicurezza nella capitale con l’arrivo di altri 33mila soldati. Emesso un mandato di cattura contro sette leader delle rivolte.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Un gruppo composto da almeno 3mila “camicie rosse” si è diretto oggi verso la sede della società Thaicom, per protestare contro l’oscuramento del “Canale del popolo”, emittente tv vicina ai manifestanti antigovernativi. Intanto le autorità hanno emesso un mandato d’arresto a carico di sette persone, coinvolte nell’assalto al Parlamento del 7 aprile scorso.
 
Fonti dell’esercito riferiscono lo spiegamento di altri 33mila fra poliziotti e militari, per rafforzare le misure di sicurezza a Bangkok. I dimostranti, vicini all’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra e sostenuti dal partito di opposizione United Front for Democracy against Dictatorship (UDD), chiedono la riapertura della tv satellitare e sono disposti a strapparla con la forza ai soldati.
 
Il “Canale del popolo” è stato oscurato poco dopo la dichiarazione dello stato di emergenza del governo. Ieri il premier thai Abhisit Vejjajiva ha difeso la decisione, spiegando che l’emittente ha diffuso informazioni “fuorvianti” che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale. A difendere il complesso che ospita la tv vi sono 6mila agenti all’interno dell’edificio, mentre altri 600 pattugliano gli ingressi.
 
Il colonnello Sansern Kaewkamnerd, portavoce del Centre for Public Administration in Emergency Situations (CPAES), spiega che – in accordo allo stato di emergenza – la polizia e i soldati prenderanno passi concreti per proteggere la stazione tv. Egli non esclude l’uso di scudi, cannoni ad acqua, onde sonore e gas lacrimogeni per respingere gli assalitori. Tuttavia, sinora l’esercito non ha voluto usare la forza per respingere i manifestanti e ha privilegiato il canale del dialogo, aprendo trattative con i leader della rivolta.
 
Nel frattempo le autorità hanno emesso un mandato d’arresto nei confronti di sette “camicie rosse”, portando a 27 gli ordini di cattura in totale. Gli ultimi provvedimenti riguardano le persone coinvolte nell’assalto al Parlamento del 7 aprile, che ha costretto alla fuga precipitosa alcuni fra ministri e deputati. Tra i destinatari degli ordini vi sono anche quattro leader delle rivolte: Arisman Pongruangrong, Nuttawut Saikua, Veera Musikapong e Jatuporn Prompan.

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