22/05/2014, 00.00
THAILANDIA
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Bangkok, colpo di Stato dell’esercito: dopo mesi di stallo, governo e riforme ai militari

In un annuncio tv il gen. Prayuth Chan-ocha, capo delle Forze armate, conferma che l’esercito ha assunto il controllo del Paese e sospeso la Costituzione. Ignota la sorte di alcuni leader della protesta, prelevati dai soldati. Imposto il coprifuoco. Fonti di AsiaNews: evento atteso, ora “un po’ di respiro ma i problemi resteranno irrisolti”.

Bangkok (AsiaNews) - Il capo dell'esercito thai, generale Prayuth Chan-ocha, ha annunciato il colpo di Stato e la sospensione della Costituzione, confermando che i militari hanno assunto il controllo del governo del Paese. In un discorso trasmesso in televisione, il comandante delle Forze armante ha sottolineato che i militari "riporteranno ordine" nel Paese e "avvieranno" le riforme politiche da troppo tempo bloccate; una situazione di stallo determinata dal muro contro muro fra esecutivo e opposizione, fra Camicie gialle vicine al Partito democratico e Camicie rosse fedeli alla famiglia Shinawatra.

Il colpo di mano dell'esercito giunge dopo due giorni di colloqui e trattative fra le varie fazioni politiche che, anche in questo caso, si sono concluse con un nulla di fatto. I soldati hanno sigillato gli edifici teatro degli incontri e hanno portato via i leader dei rispettivi schieramenti politici. Voci non confermate riferiscono di "arresti" o comunque di "fermi" fra i vari leader Rossi e Gialli, ma non vi sono notizie certe sulla loro sorte.

Da mesi la Thailandia è attraversata da una profonda crisi politica, che ha spinto i militari il 20 maggio scorso a dichiarare la legge marziale e imporre una censura sui media. In questi minuti l'esercito sta inviando truppe di rinforzo e veicoli corazzati nei luoghi teatro della protesta, per disperdere la folla di manifestanti che da giorni presidia le piazze e i loghi simbolo della capitale. I militari hanno inoltre imposto un coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino. 

Fonti cattoliche di AsiaNews a Bangkok, dietro anonimato, riferiscono che la popolazione thai "è abituata a queste situazioni" e "quasi si aspettava che arrivasse il colpo di Stato". Dopo mesi di stallo la gente "sperava nell'intervento dei militari, per sbloccare l'impasse". La voce di un colpo di mano delle alte sfere delle Forze armate "era nell'aria"; per un po' di tempo, prosegue la fonte, gli ufficiali "hanno lasciato andare le cose, fino a quando è emerso con chiarezza che nessuno avesse davvero la buona volontà e l'intenzione di sedersi e discutere per raggiungere un accordo". I problemi non saranno risolti da un colpo di Stato, conclude la fonte, ma per qualche mese "ci sarà un po' di respiro. Tuttavia, il conflitto vero andrà avanti pur restando sommerso e i problemi resteranno irrisolti". 

La crisi politico-istituzionale nella seconda più importante economia asiatica è precipitata nel dicembre scorso, quando la premier Shinawatra - accusata dai detrattori di essere un "pupazzo" nelle mani di Thaksin, multimiliardario in esilio per sfuggire a una condanna a due anni per corruzione - ha dissolto il Parlamento e invocato elezioni anticipate. Ai primi di maggio un tribunale ha ordinato la rimozione della premier e di nove ministri per abuso di potere; la Shinawatra è inoltre sotto inchiesta per lo schema di sussidi per la produzione di riso voluto dal governo, che avrebbe causato un buco di miliardi di dollari nel bilancio dello Stato. Gli oppositori chiedono riforme politiche, nuove elezioni e "la fine del regime dei Thaksin", i quali peraltro hanno vinto le elezioni politiche dal 2001 a oggi potendo contare su un vasto sostegno popolare al nord e al nord-est. 

 

 

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