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    » 13/01/2016, 00.00

    BANGLADESH

    Bangladesh, pastore cristiano arrestato: “minacciava” il pellegrinaggio islamico del Bishwa Ijtema



    Gilbart Biswas è detenuto dalla polizia di Tongi, dove ogni anno si svolge uno dei maggiori raduni dell’islam. L’accusa è “disturbo della manifestazione”. Egli predicava il Vangelo e vendeva opuscoli. Quest’anno il pellegrinaggio ha attirato in Bangladesh 2 milioni di fedeli da 150 Paesi.

    Dhaka (AsiaNews) – Il pastore protestante Gilbart Biswas è stato arrestato dalla polizia mentre predicava il Vangelo e vendeva opuscoli religiosi durante il Bishwa Ijtema, il secondo pellegrinaggio islamico più grande al mondo dopo l’Hajj, che si tiene ogni anno in Bangladesh a Tongi (vicino Dhaka), sulle rive del fiume Turag. La polizia ha giustificato l’arresto per “motivi di sicurezza”, in quanto egli era una “persona sospetta” nell’area dell’incontro.

    L’arresto è avvenuto il 9 gennaio scorso. La polizia, schierata nell’area per garantire la sicurezza della manifestazione, ha fermato il pastore Biswas e ha dichiarato che “nessuno può proclamare il Vangelo nei luoghi sacri delle altre religioni”.

    In realtà la Costituzione del Bangladesh garantisce a ogni cittadino la libertà di professare, praticare e divulgare la propria fede.

    Un fedele protestante, anonimo per sicurezza, riferisce: “Siamo molto preoccupati per l’arresto del pastore Gilbart Biswas. Egli non ha commesso alcun crimine ed è stato arrestato in maniera illegale dalla polizia, che ancora non lo ha liberato”. L’uomo aggiunge poi che “il giudice ha deciso che leggerà il libretto che il religioso stava distribuendo e poi esprimerà il verdetto”.

    Il Bishwa Ijtema (“Incontro mondiale”) è un raduno annuale organizzato dal Tabligi Jamaat (“Società per la diffusione della fede”), un movimento religioso transnazionale e apolitico, il cui obiettivo è una riforma spirituale islamica. L’evento, che include momenti di preghiera e di predicazione, attira milioni di persone da centinaia di Paesi. Quest’anno i partecipanti sono stati 2 milioni, provenienti da 150 nazioni. Nell’area il governo ha schierato oltre 5mila poliziotti per garantire l’ordine.

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