06/05/2013, 00.00
BANGLADESH
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Bangladesh, scontri tra polizia e fondamentalisti islamici: 22 morti e centinaia di feriti

di Nozrul Islam
Migliaia di sostenitori Hefajat-e-Islam hanno bloccato e isolato la capitale, attaccando gli agenti con machete, mattoni e pietre. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni, cannoni ad acqua, granate stordenti e proiettili di gomma.

Dhaka (AsiaNews) - Almeno 22 persone sono rimaste uccise in Bangladesh negli scontri tra polizia e centinaia di migliaia di islamisti. Dal tardo pomeriggio di ieri fino a questa mattina, sostenitori del gruppo fondamentalista Hefajat-e-Islam hanno marciato per le strade di Dhaka, la capitale, chiedendo l'introduzione  di una legge contro la blasfemia. Arrivati al centro della città hanno ingaggiato una vera e propria guerriglia urbana con le forze dell'ordine: gli estremisti islamici si sono scagliati con machete, mattoni e pietre contro gli agenti, che hanno reagito sparando lacrimogeni, cannoni ad acqua, granate stordenti e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti.

Per il momento, 11 corpi sono stati portati al Dhaka Medical College Hospital. Tra questi vi sono molti militanti del gruppo islamico e un poliziotto, raggiunto alla testa da un colpo di machete. Le altre 11 vittime sono state trasferite in tre cliniche vicine all'epicentro degli scontri.

Tutto è iniziato ieri pomeriggio, quanto decine di migliaia di islamisti hanno bloccato le strade principali di Dhaka, isolando la città dal resto del Paese. Poi hanno marciato verso il centro della capitale, chiedendo l'introduzione di una legge sulla blasfemia e bruciando auto e negozi che trovavano sul loro cammino.

L'Hefajat-e-Islam ("Protettore dell'islam") è uno dei gruppi fondamentalisti islamici sorti come funghi negli ultimi mesi e nati in seno alle numerose madrasse (scuole coraniche) sparse in tutto il Bangladesh. Sostenendo il Jamaat-e-Islami (partito islamico) e la sua lotta contro i verdetti dei tribunali di guerra, da febbraio questi islamisti sono protagonisti di hartal (scioperi) e violenze, che nell'indifferenza generale hanno ormai gettato il Paese e la popolazione in un clima di tensione che non accenna a distendersi. 

 

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