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» 16/08/2012
TURCHIA
Bartolomeo I: Pace in Siria e nel mondo intero
di NAT da Polis
Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli è preoccupato per la situazione del Paese e per il destino della comunità cristiana siriana. Dolore anche per il resto del Medio Oriente, la Nigeria e il Sudan. Occorre combattere il fondamentalismo religioso usato per fini politici. "il crimine commesso in nome della religione è un crimine contro la religione".

Istanbul (AsiaNews) - In occasione della Festa della Dormizione della Vergine (in occidente: l'Assunzione di Maria al Cielo), il Patriarca ecumenico di Costantinopoli ha diffuso un comunicato in cui egli esprime "profonda preoccupazione" per la situazione della Siria e delle comunità cristiane di quel luogo. Il patriarca non dimentica altre zone di tensione in tutto il Medio oriente, la Nigeria e il Sudan e domanda la fine dell'uso politico del fondamentalismo religioso.

Ieri, per il terzo anno consecutivo, Bartolomeo si è recato a celebrare la festa mariana al monastero della Madonna di Sumela, sul Mar Nero. Dal 2009 il governo turco ha dato il permesso per celebrare una messa il 15 agosto, dopo 80 anni di divieti e dopo la trasformazione dell'antico monastero in museo.

Il patriarca ha focalizzato il suo intervento sulla crisi che sta colpendo l'umanità intera  e la conseguente diffussione della violenza nel mondo.

"Il Patriarcato Ecumenico - dice il comunicato - è profondamente  preoccupato per la diffusione  della  violenza in tutto il mondo d'oggi.  Ci troviamo di  fronte a fenomeni di intolleranza che non solo indeboliscono la pace globale, ma costituiscono  una negazione della dignità umana. Fenomeni come omicidi, atti di razzismo, genocidi, pulizie etniche, antisemitismo, distruzioni di luoghi di culto,  sono espressioni di barbarie, e  devono  essere condannati in modo categorico e  inequivocabile, in particolare quando [tali atti] sono perpetrati in nome della religione".

"Il Patriarcato ecumenico - prosegue il comunicato - esprime le sue particolalori   preoccupazioni soprattutto per la situazione creatasi  in Medio Oriente , Nigeria  e   Sudan. Gli scontri e i conflitti tra cristiani e musulmani in questi luoghi,  devono e possono  essere superati soltanto con il rafforzamento dell'amor verso il prossimo, in quanto espressione di legame di pacifica coesistenza".

"Il Patriarcato Ecumenico - si aggiunge - è anche molto preoccupato per il futuro del popolo siriano e il futuro del cristianesimo su quella terra e rivolge un appello  a tutti i protagonisti del conflitto, per far tacere immediatamente  le  armi,  per urgenti motivi umanitari".

"La soluzione di tutti questi conflitti - continua - passa principalmente  attraverso il   dialogo. Perché,  il dialogo è l'unico e miglior strumento di comprensione  e di riappacificazione delle nostre differenze, e  costituisce un agente di cambiamento e di riconciliazione. Pertanto, i capi religiosi  di tutto il mondo, hanno il dovere e l'obbligo morale di opporsi ai conflitti  e promuovere la pace come l'unica necessità. La religione non deve essere stumentalizzata ed utilizzata come pretesto per i vari conflitti, facendo leva sul fondamentalismo per uso politico. Il crimine commesso in nome della religione, è un crimine contro la religione".


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