21/09/2018, 12.04
LIBANO-ISLAM
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Beirut, la Lega musulmana mondiale per una conferenza mondiale islamo-cristiana

Lo ha annunciato ieri il segretario dell’organizzazione, promotrice del “panislamismo”. L’incontro dovrebbe includere tutte le confessioni musulmane e cristiane. Serve “volta la pagina nera” dei rapporti fra sciiti e sunniti. Critica alla politica “confessionale estremista” dell’Iran. Tornare a un islam aperto al mondo e alle religioni.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) – La Lega musumalmana mondiale ha deciso di organizzare una conferenza mondiale islamo-cristiana, prevista per il prossimo anno a Beirut. Lo ha annunciato ieri Mohammad al-Issa, segretario dell’organizzazione, promotrice del “panislamismo” (unione politica di tutti i popoli islamici), considerata il braccio religioso del wahhabismo saudita, che ha come missione favorire l’insegnamento islamico attraverso istituti e scuole musulmane. L’incontro dovrebbe includere tutte le confessioni islamiche e cristiane.

Ex-ministro saudita della Giustizia, al-Issa è alla guida dell’organizzazione dal 2016. Ieri, egli si è incontrato con il presidente libanese Michel Aoun, il presidente della Camera Nabih Berry, il metropolita greco-ortodosso Elias Audeh e il mufti jafarita [sciita, ndr] Ahmad Kabalan. A seguito, il segretario della Lim ha tenuto una conferenza stampa all’hotel Phoenicia.

Per al-Issa, il Libano è il teatro “naturale” per accogliere il progetto della Lega; un’iniziativa di riconciliazione fra musulmani e cristiani, e all’intero della famiglia islamica stessa.

Parlando con il mufti, il segretario della Lega ha affermato che è tempo di “voltare la pagina nera del passato e avviare delle nuove relazioni basate sulla tolleranza, l’uguaglianza e la cooperazione… e procedere alla riconciliazione fraterna musulmana, sviluppando in profondità tutto ciò che può condurre alla purificazione dei cuori e alla dissipazione dei conflitti e delle differenze, in particolare fra il regno dell’Arabia Saudita e la Repubblica islamica d’Iran, per bloccare coloro che commerciano sulla ‘umma’, inseguendo i propri interessi personali e agendo in base alla regola di ‘dividere per conquistare’”. Una linea conciliatoria che egli ha poi in parte accantonato durante la conferenza stampa, quando ha criticato la “politica confessionale estremista dell’Iran nella regione”, seppure assicurando di non star scagliandosi “contro gli sciiti”.

Al-Issa ha poi risposto alle critiche rivolte all’Arabia Saudita di essere il Paese promotore dell’islam più rigido nel mondo: “L’Arabia Saudita non era così prima del 1979. L’Arabia Saudita e tutta la regione sono stati segnati dal movimento del sahwa [Fratelli musulmani, ndr], che ha cercato di propagare idee estremiste. Vogliamo tornare a quello che eravamo: un islam moderato aperto al mondo, aperto a tutte le religioni”.
“Quello che facciamo – ha aggiunto al-Issa – e vogliamo fare è purificare l’Islam, liberarci dall’estremismo, dalle false interpretazioni, e trasmettere letture corrette dell’islam”.

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