01/09/2005, 00.00
RUSSIA
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Beslan, i giorni della tragedia (Scheda)

Mercoledì, 1 settembre 2004: un gruppo di terroristi ceceni fa irruzione nella scuola Numero 1 di Beslan, nella Repubblica autonoma russa dell'Ossezia del Nord, dove si festeggia l'inizio del nuovo anno scolastico. Nell'edificio sono presenti oltre 1.200 persone. I sequestratori negano i soccorsi e l'autorizzazione a introdurre nella scuola acqua e cibo per gli ostaggi.

Giovedì, 2 settembre: i sequestratori fanno esplodere 2 granate, 10 minuti l'una dall'altra, per tenere lontana la polizia; c'è un segnale che fa sperare: 26 ostaggi vengono liberati.

Venerdì, 3 settembre: i terroristi acconsentono a fare entrare 4 medici nell'edificio. All'improvviso 2 esplosioni. Alcune decine di ostaggi riescono a fuggire. I terroristi iniziano a sparare; entrano in azione le teste di cuoi russe. La situazione sembra sia precipitata allo scoppio "accidentale" di una bomba. Il commando degli assalitori (tra cui anche alcuni ingusci) viene annientato dopo ore di scontri a fuoco; era composto da 32 terroristi, 31 dei quali – secondo fonti ufficiali – sono stati uccisi; ma testimoni oculari parlano di forse 70 assalitori. L'unico sopravvissuto è Nurkapi Kulaiev. Il processo che lo vede imputato è iniziato il 17 maggio scorso. I familiari delle vittime parlano di "farsa". Susanna Dudiyeva, che guida il Comitato delle Madri di Beslan, ha dichiarato che chiederebbe alla Corte di alleviare la pena di Kulayev in cambio della verità: i parenti delle vittime sono convinti che il vero colpevole del tragico epilogo dell'assedio alla scuola sia il Governo russo.

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