20/09/2018, 12.36
INDONESIA
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Bogor, un raduno di sacerdoti per promuovere l’armonia ed il dialogo interreligioso (Foto)

di Mathias Hariyadi

L’evento vede la partecipazione di 174 preti provenienti dalle sette circoscrizioni territoriali di Java, dove operano 557 dei 2.242 sacerdoti diocesani d’Indonesia. P. Paulus Christian Siswantoko, presidente del forum Unio Indonesia: “Lo scopo di questa iniziativa è creare ‘un nuovo habitus’ nella società, inclusa la comunità cattolica”.

Sentul (AsiaNews) – In quanto “uomini di comunione”, i sacerdoti sono chiamati ad instaurare “relazioni sane con i colleghi, con la comunità dei fedeli e con chiunque appartenga ad un contesto etnico, culturale e religioso differente”. È quanto ha affermato mons. Paskalis Bruno Syukur, vescovo di Bogor (West Java), in occasione della celebrazione eucaristica che ha aperto un raduno di quattro giorni rivolto ai sacerdoti diocesani.

In corso a Sentul (18-21 settembre), l’evento vede la partecipazione di 174 preti provenienti dalle sette circoscrizioni territoriali dell’isola di Java: Bogor, Bandung, Jakarta (West Java); Semarang e Purwokerto (Central Java); Surabaya e Malang (East Java). A Java svolgono la loro opera pastorale 557 dei 2.242 sacerdoti diocesani d’Indonesia. Il tema dell’incontro è “Imprimere la tolleranza interreligiosa nella pluralistica società indonesiana”. In qualità di diocesi ospitante, la Chiesa di Bogor presenta ai partecipanti le iniziative adottate per promuovere “l’armonia ed il dialogo” tra le differenti comunità locali, tra cui quella musulmana che è la più numerosa.

P. Paulus Christian Siswantoko, presidente di Unio Indonesia (forum di tutti i sacerdoti diocesani del Paese), dichiara ad AsiaNews: “Il programma si svolge a Bogor proprio per le capacità della diocesi di promuovere la tolleranza religiosa a West Java e nella Provincia di Banten, contesti a maggioranza islamica”. Il sacerdote, segretario esecutivo della Commissione episcopale per i laici (Komisi Kerawam Kwi), aggiunge che “le pratiche ed i temi vengono discussi affinché ogni partecipante sia incoraggiato ad intrecciare buone relazioni”. “Lo scopo di questa iniziativa è creare ‘un nuovo habitus’ nella società, inclusa la comunità cattolica”, conclude p. Siswantoko.

P. Ferry Sutrisna Widjaja, sacerdote della diocesi di Bandung, condivide il suo apprezzamento per i temi trattati dal raduno e per le iniziative intraprese dalla Chiesa di Bogor. Essa porta avanti l’opera e l’impegno di mons. Paternus Nicholas Joannes Cornelius Geise, primo vescovo della diocesi ed esperto antropologo olandese. Egli seppe mantenere ottime relazioni sia con i tribali Baduy che con i musulmani e divenne famoso a West Java per l’istituzione della Catholic Parahyangan University a Bandung, capoluogo della provincia. “L’ateneo divenne uno spazio pubblico per la socializzazione e l’alta istruzione di tutti”, dichiara p. Widjaja. L’eredità di mons. Geise è stata raccolta da ciascuno dei suoi successori a vescovo di Bogor: mons. Ignatius Harsono, mons. Cosmas Michael Angkur e in ultimo mons. Syukur.

Tra i partecipanti al raduno vi è anche p. A. Joko Purwanto, della diocesi di Semarang (Central Java). Egli racconta la testimonianza di tre sacerdoti di Bogor impegnati in gruppi per il dialogo interreligioso: p. Fabianus Heatubun, p. Yohanes Driyanto, e p. Mikael Endro Susanto. “Attraverso organizzazioni come Basolia e Bogor Sahabat, essi hanno l’obiettivo di rendere Bogor un luogo pacifico per i fedeli di tutte le confessioni”, afferma p. Purwanto.

Bima Arya, sindaco di Bogor, conferma che la città non presenta particolari problemi in termini di convivenza tra le comunità. L’unica eccezione è rappresentata dal “caso irrisolto” riguardante la chiesa protestante di Yasmin, i cui fedeli negli scorsi anni sono stati oggetto di episodi di intolleranza: protestando contro la costruzione dell’edificio, gruppi di musulmani radicali hanno tentato di impedire la loro partecipazione alle funzioni domenicali.

(Hanno collaborato p. Ferry Sutrisna Widjaja e p. A. Joko Purwanto).

Bogor, un raduno di sacerdoti per promuovere l’armonia ed il dialogo interreligioso
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