24/03/2011, 00.00
INDIA – PAKISTAN
Invia ad un amico

Bruciato un Corano in Florida, per cristiani di India e Pakistan è “pura follia”

di Nirmala Carvalho
Sajan K George, direttore del Global Council for Indian Christians, e mons. Saldanha, arcivescovo di Lahore, condannano con fermezza l’atto, definendolo “oltraggioso”. Intanto, aumenta il fondamentalismo di matrice islamica in India.
 New Delhi (AsiaNews) – Un atto “irrispettoso, di pura follia”. Così Sajan K George, direttore del Global Council of Indian Christians (Gcic), definisce il gesto del pastore Wayne Sapp, che lo scorso 20 marzo in Florida ha bruciato un corano, sotto la supervisione del predicatore evangelico Terry Jones. “La libertà d’espressione – continua – non significa insultare gli altri e ferire i loro sentimenti religiosi”. Anche l’arcivescovo di Lahore Lawrence John Saldanha ha espresso la sua rabbia e costernazione sull’incidente. In un comunicato stampa, il prelato ha dichiarato: “A nome del vescovo cattolico e dei cristiani del Pakistan, condanno questo atto di follia pura, che non rappresenta i valori cristiani né gli insegnamenti della Chiesa. Ci dispiace constatare che qualcuno che si definisce pastore sia così ignorante in quella che è la sua religione, oltre che della normale decenza”. Lo scorso settembre Terry Jones aveva attirato la condanna da parte della comunità internazionale per la sua proposta di voler dare fuoco a un mucchio di corani per l’anniversario degli attacchi dell’11 settembre.

“L’atto oltraggioso del pastore – ribadisce Sajan George – è in contrasto con la vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo”. Tuttavia, nel denunciare il rogo il direttore del Gcic chiede ai leader mondiali di non dimenticare la crescita allarmante dei casi di persecuzione contro i cristiani in tutto il mondo.

Il riferimento è anzitutto al Pakistan, la cui draconiana legge sulla blasfemia è già costata la vita di Salmaan Taseer, Shahbaz Bhatti, e tiene in bilico quella di Asia Bibi e molti altri.

In India, cresce la preoccupazione per la recente diffusione in tutto il Paese del Popular Front of India (di matrice islamica) e la sua connessione con altri gruppi e associazioni fondamentaliste. Tra questi, il Jammat-e-Islami, il People’s Democratic Front e lo Students Islamic Movement of India (Simi). Appena un mese fa, il 19 febbraio alcuni militanti musulmani hanno dato fuoco alla scuola internazionale S. Paul, un istituto cristiano privato.

La rete del Popular Front of India è in costante crescita. Ne fanno parte il Citizen’s Forum (Goa), il Community Social and Educational Society (Rajasthan), il Nagrik Adhikar Suraksha Samiti (West Bengala), il Liona Social Forum (Manipur) e l’Association of Social Justice (Andhra Pradesh).
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Multan: minacce a infermiere cristiano, condannava il rogo del Corano e l’attacco alle chiese
15/04/2011
Ancora violenze per il rogo dei Corano. Nove morti in attentato suicida a Jalalabad
27/02/2012
Proteste per il rogo del Corano: 7 morti a Herat, sassi contro il palazzo presidenziale a Kabul
24/02/2012
Jakarta chiama Obama: fermate il rogo del Corano
10/09/2010
Leader protestante indiano: dopo l’attentato di Peshawar proteggiamo le minoranze
25/09/2013