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» 12/04/2006 15:39
Israele – Palestina - Terra Santa
Capi delle Chiese di Gerusalemme: In nome di Cristo risorto non boicottate gli aiuti ai palestinesi

Forte appello alla riconciliazione. Pesanti critiche per le scelte della comunità internazionale.



Gerusalemme (AsiaNews) - Un potente appello alla riconciliazione fra Israele e Palestina e una richiesta alla comunità internazionale di non boicottare gli aiuti per il popolo palestinese è stato lanciato oggi dai 13 patriarchi e capi cristiani di Gerusalemme con il Messaggio pasquale 2006.

Le chiese cristiane di Terra Santa – ortodossi, armeni, maroniti, cattolici latini,  copti,  siriaci, anglicani e luterani – celebreranno la Pasqua il 16 aprile o il 23 aprile. I capi delle chiese domandano ai propri fedeli che la vicinanza delle date sia un segno di maggiore solidarietà e di testimonianza comune della resurrezione di Gesù, in una "chiara sfida di amore verso tutti quelli con cui entriamo in contatto".

La situazione di violenza e di angoscia che si vive in Terra Santa, dove Gesù è vissuto, sembra mettere alla prova la fede nella sua resurrezione. "In questi giorni – si dice nel Messaggio – siamo di fronte a una via oscura, a un blocco della vita politica fra il nuovo governo israeliano e il nuovo governo palestinese".

I capi delle chiese esprimono alla comunità internazionale la loro disapprovazione per il boicottaggio degli aiuti al popolo palestinese. "Non si può boicottare un popolo già gravato da oppressioni e ingiustizie. La comunità internazionale è rimasta immobile e non ha fermato queste oppressioni; proprio questa paralisi ha generato la violenza, il terrorismo e le umiliazioni verso la dignità della persona". "Invece del boicottaggio – continua il Messaggio pasquale – noi chiediamo alla comunità internazionale di afferrare questa opportunità….per tentare di mettere fine alle sofferenze della nostra terra e dei suoi abitanti. Noi [vi] chiediamo di trasformare la nostra terra  - dove la gloria e la voce di Dio sono apparsi all'uomo -  in una terra dove splende la gloria dell'essere umano, liberato da ogni forma di oppressione e paura".

Un altro appello è rivolto alle autorità israeliane e palestinesi: "Se esiste una sincera volontà - si dice nel Messaggio – sarete capaci e avrete forza di superare tutti gli ostacoli, per raggiungere sicurezza, pace, giustizia per tutti, palestinesi e israeliani". Rivolgendosi solo alle autorità israeliane si aggiunge: "Chiediamo alle autorità israeliane di riconoscere che le misure unilaterali sono un altro aspetto del conflitto e [creano] una permanente sofferenza per i due popoli. Per questo, con urgenza, chiediamo loro di prendere le misure giuste per liberare gli esseri umani, israeliani e palestinesi, e di guardare all'Autorità palestinese come un aiuto e un partner per costruire la pace, la cui edificazione non è impossibile". Nulla, nel documento si dice dell'atteggiamento dell'atteggiamento del nuovo governo palestinese verso Israele.

L'ultimo appello è per i cristiani del mondo intero, che "condividono" insieme a ai capi cristiani "la responsabilità della riconciliazione in questa Terra Santa, basata sulla verità, la giustizia, l'uguaglianza fra popoli e persone". "Avete fatto tutto il possibile – si chiede nel messaggio – per riportare  giustizia e dignità agli esseri umani e ai credenti che vivono vicino ai luoghi santi, i luoghi alle radici della vostra fede e della redenzione del mondo intero?". I capi cristiani spingono i loro fratelli e sorelle di fede nel mondo a fare pressione sui loro governi ( "per far finire le sofferenze dei due popoli") e sui media dei loro paesi ("per portare vita, amore, fiducia fra i due popoli di questa terra"). E soprattutto, continua il Messaggio, "fatevi domande di continuo sul cosiddetto 'Muro di sicurezza o di isolamento',  sui check-point, sulla distrutta dignità dell'essere umano in questa terra di Redenzione  e di amore".

L'appello è firmato da Teophilos III,  patriarca greco-ortodosso; dal patriarca latino Michel Sabbah; dal patriarca Torkom I Manooghian, armeno ortodosso; dal Custode di Terra Santa p. Pierbattista Pizzaballa; da mons. Anba Abraham, vescovo copto-ortodosso; mons. Swerios Malki Murad, arcivescovo siro-ortodosso; mons. Abouna Grima, arcivescovo etiope-ortodosso; mons. Paul Sayyah, arcivescovo maronita; Riah Abu el-Assal, vescovo anglicano; Mounib Younan, vescovo luterano; mons. Pierre Malki, vescovo siro-cattolico; P. Raphael Minassian, armeno cattolico; archimandrita Mtanios Haddad, greco-cattolico.


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