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    » 15/04/2005, 00.00

    VATICANO – CONCLAVE – INDIA

    Card. Vithayathil: famiglia, libertà religiosa e poveri



    Presiede la Chiesa siro-malabarica, comunità di antico rito orientale nel sudovest dell'India.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - Il cardinale Varkey Vithayathil è arcivescovo della diocesi di Ernakulam-Angamaly, con sede a Kochi, la capitale del Kerala, stato sud-occidentale dell'India. Qui i cristiani sono il 19% su 31 milioni di abitanti: si tratta di uno degli stati indiani con la più alta presenza cristiana.

    Il cardinale è il secondo di 8 figli ed ha una sorella religiosa; si è laureato in diritto canonico al Pontificio istituto Angelicum di Roma.

    Dal 1997 presiede  la chiesa siro-malabarica, la più ampia delle 2 chiese di rito orientale in India (l'altra è la chiesa siro-malankarica) che fanno risalire la loro origine alla predicazione dell'apostolo Tommaso. La chiesa siro-malabarica conta 3.5 milioni di fedeli distribuiti in 25 circoscrizioni ecclesiastiche.

    Di recente il card. Vithayahil ha fatto sentire la sua voce in difesa della famiglia minacciata "dai media che promuovono una cultura della morte". Una sua recente lettera pastorale invitava i fedeli ad una più profonda comprensione del matrimonio cristiano perché "sembra che la gente abbia dimenticato che il matrimonio dura tutta la vita". Poco prima di lasciare il suo paese per recarsi a Roma il cardinale indiano ha ribadito a chiare lettere l'impegno pro-life dei cattolici: "La Chiesa è contro l'aborto e la distruzione della vita umana".

    L'arcivescovo siro-malabarico si è anche distinto per alcune forti prese di posizione in merito alla libertà religiosa in India e alla discriminazione subita dai cristiani. Nel 2003 si era espresso contro una ricerca statale sui loghi di culto definendola "ambigua" e pericolosa per la vita delle minoranze religiose. Varie organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato che un sondaggio simile era stato usato dai fondamentalisti indù nelle stragi del Gujarat nel 2002.

    Il card. Vithayathil ha marcato con forza anche l'impegno dei cristiani nel campo dell'assistenza ai poveri e dei tribali. Nel gennaio 2004 aveva fatto leggere una lettera in tutte le parrocchie della sua diocesi per invitare i fedeli a dimostrare "amore, rispetto e accoglienza" verso i malati di Aids. In tutta l'India sono 39 le istituzioni sanitarie cattoliche interamente dedicate alla cura dei sieropositivi. Più volte il cardinale ha espresso l'impegno "nonviolento" della Chiesa a fianco dei contadini, spesso sfruttati o ridotti sul lastrico a causa della spietata concorrenza introdotta dal mercato globale. Il ruolo della Chiesa – ha detto il card. Vithayathil in occasione della sua elezione cardinalizia – è quello di invitare le persone a "cambiare il cuore" e non a "distruggere il ricco". (LF)
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