12 Febbraio 2012         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. |




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 15/03/2008 10:22
TIBET – CINA
Carri armati a Lhasa, Pechino lancia un ultimatum ai tibetani
Il governo cinese ha confermato la morte di 10 persone durante gli scontri degli ultimi giorni in Tibet, ma accusa i manifestanti della loro morte. Il governo in esilio parla di almeno 100 vittime; i tibetani in India riprendono la marcia per tornare a casa.

Lhasa (AsiaNews) – Il governo cinese ha confermato nella notte la morte di almeno 10 persone nel corso degli scontri che si stanno verificando in questi giorni in Tibet ed ha lanciato un ultimatum ai manifestanti: entro lunedì, la protesta deve finire “se non si vogliono conseguenze ancora più gravi”.  Il governo tibetano in esilio cita invece “fonti non ancora confermate” e parla di almeno 100 vittime.
 
Secondo la Xinhua - l’agenzia di stampa ufficiale cinese - la responsabilità delle morti è da attribuirsi “ai manifestanti, che con il loro comportamento violento ed anti-sociale hanno creato danni enormi al Tibet. Le vittime sono tutte civili innocenti, bruciati a morte nel corso dei roghi appiccati dai manifestanti”.
 
Secondo alcuni testimoni, le strade di Lhasa sono oggi presidiate da carri armati e blindati. Alcuni battaglioni dell’esercito cinese di liberazione popolare, in tenuta anti-sommossa, hanno circondato le mura dei maggiori monasteri della capitale. Secondo Radio Free Asia, diversi monaci sarebbero stati arrestati.
 
Le proteste sono nate lo scorso 10 marzo, quando centinaia di persone - divenute con il tempo migliaia – hanno manifestato a Lhasa e in altre località del Tibet per commemorare le vittime della sanguinosa repressione del 1959, attuata dal governo comunista contro la popolazione tibetana che chiedeva il ritorno dell’indipendenza. Durante quelle rivolte, il Dalai Lama - leader spirituale del buddismo tibetano – era stato costretto all’esilio.
 
Il governo tibetano, che da allora risiede in India, ha ricordato ieri la natura pacifica delle manifestazioni: “Guidati dai nostri monaci, i fedeli tibetani volevano soltanto ricordare le migliaia di vittime morte durante una sanguinosa repressione. L’atteggiamento persecutorio del governo cinese ha scatenato le violenze, che in ogni caso il Dalai Lama condanna con forza”.
 
Nel frattempo, una seconda ondata di tibetani in esilio ha deciso di opporsi agli ordini del governo indiano ed ha ripreso la marcia verso il Tibet. Mentre 102 tibetani sono ancora in carcere, un secondo gruppo di 44 persone è partito stamattina dalla località di Dehra.
 
Chime Youngdrung, presidente del partito nazionale democratico del Tibet, dice: “Le proteste coraggiose dei nostri fratelli in patria ci hanno reso ancor più determinati nel voler continuare questa marcia e portarla a termine. Poichè siamo testimoni di una escalation di violenze da parte del governo cinese a Lhasa, crediamo che sia importante per noi ritornare a casa per riunirci con i nostri fratelli e sorelle che stanno combattendo per sopravvivere sotto l'occupazione cinese”.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
14/03/2008 TIBET - CINA
Dalai Lama “preoccupato” per la violenza in Tibet, frutto della repressione cinese
17/03/2008 TIBET
A Lhasa i soldati fanno sfilare gli arrestati
15/03/2008 TIBET
Il sangue del Tibet sulla Pechino dei Giochi
di Bernardo Cervellera
18/03/2008 TIBET – CINA
Attivista tibetano: se è colpa nostra, Pechino inviti osservatori internazionali
di Nirmala Carvalho
02/12/2005 tibet - cina
Tibet, arrestati 5 monaci che non volevano denunciare il Dalai Lama

In evidenza
CINA - VATICANO
Qual è il vero bene per la Chiesa in Cina
di Card. Joseph Zen Ze-kiunAlla vigilia di un importante incontro a Roma su “Gesù nostro contemporaneo”, il card. Zen chiede a tutti i cattolici di aiutare la Chiesa in Cina (e soprattutto i suoi vescovi ufficiali) di uscire dall’ambiguità, seguendo Benedetto XVI e di “disfarsi” di organismi nemici della fede (v. Associazione patriottica, ufficio affari religiosi, ecc.), che controllano e soffocano i fedeli. La Chiesa cinese è sull’orlo di uno scisma dovuto a “mercanteggiamenti” fra la fede cattolica e il potere politico. Il sottotitolo di questo articolo (voluto dall’autore) è:”In dialogo con la Comunità di Sant’Egidio e con Gianni Valente di 30Giorni”.
CINA – VATICANO
Mons. Savio Hon: Libertà per i vescovi e i sacerdoti arrestati, fa bene anche alla Cina
di Bernardo CervelleraAnche se il governo non dà risposte né alla Santa Sede, né ai diplomatici, né ad amici del Vaticano e della Cina, è importante che “nessuno li dimentichi”. La risposta ufficiale del governo cinese quando si chiedono notizie è sempre: “Non sappiamo”. “Occorre anzitutto pregare”, “ma occorre anche appellarsi a coloro che li detengono”.
CINA - VATICANO
Appello: Vescovi e sacerdoti scomparsi o detenuti in prigione, a casa per il Capodanno cinese
di Bernardo CervelleraIn occasione dell’Anno del Dragone, AsiaNews chiede al presidente Hu Jintao e all’ambasciatore Ding Wei la liberazione di tre vescovi e sei sacerdoti cinesi scomparsi nelle mani della polizia o nei campi di lavori forzati.

Dossier


Libri
Augusto Colombo. Apostolo dei paria
di Piero Gheddo
pp. 320

Matteo Ricci: missione e ragione. Una biografia intellettuale
di Gianni Criveller
pp. 132

Bioetica religioni missioni
di Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432

Matteo Ricci e Giulio Aleni, due vite incrociate
di Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176

Missione Bengala
155 anni del Pime in India e Bangladesh EMI 
di Piero Gheddo
pp. 480

La Cina di Mao processa la Chiesa
di Angelo S.Lazzarotto
pp. 528


Il rovescio delle medaglie
di Bernardo Cervellera
pp. 240


Il Vescovo partigiano
EMI 2007 pp. 448
di Piero Gheddo


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate