24/09/2018, 14.55
CINA-VATICANO
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Cattolici cinesi: speranza e tristezza per l’accordo fra Cina e Santa Sede

Fedeli cinesi, delle comunità ufficiali e sotterranee, esprimono i loro sentimenti sul presente e sul futuro dell’accordo provvisorio Sino-vaticano. Molti chiedono la pubblicazione del documento dell’accordo; altri che siano liberati i vescovi in prigione e che siano riconosciuti dal governo i vescovi non ufficiali. Il timore che la Cina si prenda gioco del Vaticano. Fedeltà al papa e all’unità della Chiesa, ma preoccupazione sulla crescita di vescovi “collaborazionisti”.

Roma (AsiaNews) – C’è speranza e preoccupazione, tristezza e afflizione fra i cattolici cinesi alla notizia dell’accordo provvisorio sulle nomine dei vescovi firmato fra la Cina e la Santa Sede. Vi sono critiche ai vescovi illeciti a cui è stata cancellata la scomunica, perché “hanno amanti e figli” e sono “fedeli collaboratori del regime contro il Signore”, insieme a richieste di poter vedere e conoscere il testo dell’accordo. Vi è pure chi presenta tutta una serie di richieste a cui l’accordo dovrebbe rispondere, magari nel prossimo futuro; chi ricorda i vescovi imprigionati e ne chiede la liberazione. Mons. Guo Xijin, vescovo di Mindong, che dovrebbe diventare un ausiliare di mons. Vincenzo Zhan Silu, appena riammesso nella comunione cattolica (era uno dei vescovi scomunicati), preferisce tacere. Un altro, che dovrebbe essere sostituito - o condividere la responsabilità della diocesi- con uno dei vescovi ex scomunicati – dice di non sapere nulla del suo futuro destino. Qualcuno afferma che l’accordo provvisorio porterà ancora più confusione nella Chiesa e in Cina. I nomi delle persone sono stati cambiati o omessi per esigenze di sicurezza.

 

Non sappiamo niente sull'accordo, e perciò non possiamo dire niente. Vedo i commenti positivi del card. Parolin, e quelli negativi del card. Zen. Non c’è fiducia nel Partito, e ci preoccupa la poca conoscenza del Vaticano per quanto riguarda il Partito comunista cinese. Gli Stati Uniti l’hanno capito dopo 40 anni di esperienza commerciale.

Tanti fedeli sono delusi, ma io come pastore devo incoraggiare il popolo di Dio nel mantenere la fede autentica cattolica e la comunione con il Santo Padre. Non c’è che aspettare e affrontare ciò che succederà in conseguenza di questo accordo. Non so se nemmeno se domani la Santa Sede chiederà le mie dimissioni. Sono molto d'accordo con l'articolo del p. Sergio Ticozzi. Grazie per il vostro lavoro profetico.

Un vescovo

 

Il vescovo Guo Xijin non vuole dire niente.

Un fedele di Mindong

 

Da parte mia, sento un po’ di gioia e un po’ di preoccupazione. Gioia perché qualcosa comincia; preoccupazione perché non sappiamo quanto il governo rispetterà davvero l’accordo. Poi, spero anche che questi vescovi non più scomunicati avranno a cuore di riguadagnare il rispetto della loro gente. E spero anche che il governo libererà presto i vescovi imprigionati e riconoscerà quelli non ufficiali. Un’altra speranza è che la Santa Sede nomini presto vescovi per tutte le diocesi vacanti.

Mario, Shaanxi

 

Fra i fedeli dell’Henan ci sono ottimisti e pessimisti. Gli ottimisti sono contenti perché finalmente c’è un accordo; i pessimisti lo sono perché non vedono alcun beneficio per la Chiesa cinese, dato che la libertà religiosa è sempre più deteriorata. A noi tocca obbedire con fede.

Giuseppe, Henan

 

La maggior parte dei miei amici cattolici sono tristi e afflitti. Non so davvero come confortarli. Dopo questo accordo essi non vedono nessuna speranza o futuro. Per loro è così triste perché si sentono traditi.

Teresa, Zhejiang

 

Voglio dire subito che a mio parere, il Vaticano dovrebbe rendere pubblico l’accordo per evitare manipolazioni e fraintendimenti. In ogni caso, dopo questo accordo rimangono in sospeso tante questioni: i sette vescovi riconciliati saranno vescovi ordinari delle loro diocesi o saranno degli ausiliari, sottomessi ad altri vescovi rimasti fedeli? E che destino avranno i vescovi non ufficiali, che sono riconosciuti dal Vaticano, ma non dal governo cinese? Come farà il papa ad essere il capo della Chiesa cattolica, se molti vescovi ancora di dichiarano per una Chiesa “indipendente” sotto la leadership del Partito comunista? E quando si saprà qualcosa dei vescovi imprigionati o scomparsi nelle mani della polizia? Senza dimenticare la sorte del vescovo di Shanghai, mons. Taddeo Ma Daqin. Senza un lavoro e una risposta a queste questioni, la credibilità del Vaticano fra i fedeli in Cina rischia di consumarsi.

Gloria, Shanghai

 

Per me la cosa più brutta di questo accordo è il riconoscimento dei sette vescovi scomunicati. Essi sono stati scelti dal regime ateo contro la volontà del successore di Pietro; alcuni di essi hanno amanti e figli; alcuni di essi sono fedeli collaboratori del regime contro il Signore. Siccome nella Chiesa ci sono tanti informatori segreti del Partito, noi temiamo che alcuni di questi vescovi siano informatori. Io temo che questa situazione così reale, concreta e triste sia un preludio al modo in cui i vescovi verranno scelti nel futuro, anche con il benestare del papa.

Paolo, Taiyuan

 

Non so molto su questo accordo, ma mi sembra che esso sia l’inizio di una valanga di divisioni, contrapposizioni e problemi. Ad ogni modo io sono favorevole perché è un primo passo. Se ci muoviamo solo quando tutto è perfetto, non succederà mai nulla. Io ho fiducia in papa Francesco e nei suoi collaboratori: lo Spirito Santo li guiderà.

Giuseppe, Guangzhou

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