28/11/2018, 08.50
LIBANO
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Cedri del Libano a rischio a causa dei cambiamenti climatici

Nella zona le temperature sono aumentate di due gradi negli ultimi 30 anni. I danni visibili nella foresta di Tannourine, nel nord del Paese. Molti gli scheletri di alberi morti. Il governo ha promosso un programma di innesto, ma procede a rilento. Ambientalisti speranzosi: I cedri sapranno adattarsi. 

 

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - I cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature nel pianeta mettono a rischio l’elemento simbolo del Libano, l'albero di cedro. Questo albero è impresso tanto sulla moneta nazionale, che sulla bandiera; a lui il poeta francese Alphonse de Lamartine ha reso omaggio in un celebre componimento. 

La portata della devastazione emerge con chiarezza nella ultracentenaria foresta di Tannourine, nel nord; nell’area vi sono ormai numerosi scheletri di alberi morti. E a ucciderli non è stato il fuoco, ma i cambiamenti climatici. 

L’aumento delle temperature [due gradi negli ultimi 30 anni] e li crollo nei livelli delle piogge e della neve ha fatto proliferare dalla fine degli anni ’90 un insetto che si ciba degli aghi dei “cedri di Dio”, come vengono chiamati in Libano. La Cephalcia tannourinensis ha compiuto uno scempio in queste foreste, situata a 1800 metri di altezza, così come in altri boschi del nord. 

Nabil Nemer, entomologo e ambientalista francese responsabile della cura di Tannourine, spiega: “È come se un incendio avesse spazzato via la foresta” e solo lo scorso anno “almeno 170 alberi si sono completamente seccati”. E la colpa non è imputabile all’insetto, che vive nella zona e a contatto con i cedri da secoli. In questa zona, aggiunge lo scienziato Wolfgang Cramer, “il cambiamento climatico è più intenso” rispetto alla media mondiale. 

Di solito la larva, che ama il freddo e l’umidità, dorme fino a tre, quattro anni sotto terra in alcuni “anfratti”. Tuttavia, il clima secco ha “disturbato” il micro-clima cui era abituato l’insetto. Per contrastare questa moria degli alberi, dal 1999 le autorità hanno iniziato a usare insetticidi sparsi da elicotteri. Negli ultimi quattro anni le larve sono però cresciute e questo tipo di intervento non è più usato per le pesanti ripercussioni in tema di ambiente e inquinamento. 

Nel 2012 il governo di Beirut e il ministero dell’Agricoltura hanno lanciato un programma ambizioso di riforestazione che prevede l’innesto di 40 milioni di arbusti “tutti nativi del Libano”, su un’area di 70mila ettari. Ad oggi sono stati piantati meno di tre milioni e il programma è già in ritardo rispetto alla scadenza fissata per il 2030, in una vera e propria guerra contro il tempo. 

“I cedri sono sopravvissuti per milioni di anni - afferma Magda Bou Dagher Kharrat, co-fondatrice dell’Ong ambientalista Jouzour Lubnan - e saranno in grado di superare i cambiamenti climatici, adattandosi”.

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