20/06/2018, 14.55
ASIA – RIFUGIATI
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Cedric Prakash: I rifugiati, ‘uomini come noi’

Il tema scelto da papa Francesco per la Giornata mondiale del rifugiato è “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare il migrante”. In tutto il mondo, 68,5 milioni di profughi. Il Jesuit Refugee Service lancia l’iniziativa “Quattro parole per aprire il mondo”.

Beirut (AsiaNews) – In occasione dell’odierna Giornata mondiale del rifugiato p. Cedric Prakash, attuale responsabile della comunicazione del Jesuit Refugee Service (Jrs) nella regione Mena (Medio Oriente e Nord Africa), sottolinea che i rifugiati sono “uomini come noi, nostri fratelli e sorelle. Per questo devono essere accolti, protetti, promossi e integrati”. Poi aggiunge: “Lo sfollato non ha altra scelta. Per questo è importante ricordare la forza, il coraggio e la perseveranza di milioni di famiglie costrette a fuggire dalle proprie case”.

Stando all’ultimo rapporto dell’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) pubblicato ieri, il numero degli sfollati in tutto il mondo è pari a 68,5 milioni. Tra di essi vi sono quasi 25,4 milioni di rifugiati, di cui la metà ha meno di 18 anni. Inoltre si stima in circa 10 milioni il numero di apolidi, ai quali viene negata la nazionalità e l’accesso ai diritti fondamentali quali educazione, cure sanitarie e libertà di movimento.

P. Prakash condivide le preoccupazioni più volte espresse da papa Francesco sulla “triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà”. Tali preoccupazioni sono state ribadite anche durante l’Angelus dello scorso 17 giugno, quando il pontefice è tornato a ricordare il valore “dell’adozione di un patto mondiale sui rifugiati che si vuole adottare entro l’anno come quello per una migrazione sicura, ordinata e regolare”. Ad esso si accompagna una campagna globale promossa in sede Onu insieme ad una petizione diffusa sui social attraverso l’hashtag #WithRefugees.

Di fronte a tale emergenza, il Jrs risponde lanciando la campagna delle “Quattro parole per aprire il mondo”, che sono gli stessi quattro verbi utilizzati da papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata del rifugiato: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Tale campagna, corredata da un nuovo sito internet (per ora solo in spagnolo), ripone l’attenzione in particolare sull’educazione dei bambini negli anni della scuola primaria. Perché l’istruzione, spiega il sacerdote, “è essenziale affinchè i bambini sfollati sviluppino gli strumenti necessari a realizzare il loro potenziale, contribuire alla crescita e alla stabilità delle comunità”. “Solo il 50% dei minori rifugiati ha accesso alla scuola primaria – continua – rispetto al 91% di tutti gli altri bambini nel mondo. Essi inoltre hanno il quintuplo di probabilità di abbandonare la scuola rispetto ai coetanei non rifugiati”.

Tra le zone “calde” del Medio Oriente, il Jrs opera in Siria, Libano, Iraq, Giordania e Turchia.

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