04/05/2010, 00.00
FILIPPINE
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Chiesa cattolica unica speranza per le elezioni libere nelle Filippine

La Commissione elettorale lotta contro il malfunzionamento delle strumentazioni elettroniche di voto e affida ai consigli parrocchiali l’intera gestione della sicurezza nei seggi. Il rischio è quello di interferenze dei partiti politici. Un sacerdote di Manila racconta l’impegno della Chiesa a favore delle elezioni.

Manila (AsiaNews)A pochi giorni dal voto la Commissione elettorale (Comelec) si affida alle parrocchie per evitare il fallimento delle elezioni. Da oggi i Parish Pastoral Council for Responsabile Voting (Ppcrv), gruppi di giovani volontari cattolici, saranno gli unici cittadini a poter condurre un conteggio parallelo dei voti alle elezioni del 10 maggio, le prime ad avvalersi del voto elettronico. In questi giorni diverse formazioni politiche, tra cui quella di governo, hanno attaccato il Comelec e gettato fango sulla gestione delle elezioni per poter aver accesso al controllo dei seggi.     

Un parroco di Manila, anonimo per motivi di sicurezza, afferma ad AsiaNews, che “Il Comelec ha chiesto aiuto ai consigli parrocchiali per monitorare i seggi e dato ad ogni responsabile uno speciale codice per tenere sotto controllo anche i presidenti di seggio. Nella nostra parrocchia vi sono circa 100 supervisori (In tutto il Paese sono circa 45mila) per un totale di 43mila elettori”.

“Il sistema di voto – continua la fonte - è troppo complesso e la gente teme il fallimento delle elezioni…In tutte le parrocchie  stiamo testando tutte le strumentazioni elettroniche e organizzando dei corsi di educazione al voto per la popolazione”. 

I problemi sono dovuti soprattutto all’eccessivo carico di informazioni registrate dalle macchine per il voto e all’alto numero di votanti per seggio (circa 800). A ogni elettore viene consegnata una sola scheda valida per l’elezione del presidente, vicepresidente, parlamento e politici regionali, provinciali e locali. Una volta spuntati i nomi dei candidati, l’elettore inserisce la propria scheda all’interno della macchina che certifica la validità del voto e registra in memoria le informazioni.

Il sacerdote dice che nella metà dei casi, la macchina registra come non valida la scheda e richiede la ripetizione del voto, aumentando il rischio di errori e brogli. I gruppi politici sfruttano la situazione di caos preparando schede precompilate da consegnare agli elettori in difficoltà. “Per tutta la campagna elettorale i comitati legati ai partiti – aggiunge - hanno puntato solo a raccogliere voti e nelle aree più povere hanno illuso la gente regalando magliette per gli uomini e ventagli per le donne con il simbolo del candidato da votare, invece di spiegare i meccanismi di voto”. 

La fonte afferma che “a livello locale noi sacerdoti insieme con i parrocchiani abbiamo invece tentato di individuare e formare delle persone  in grado di portare avanti una politica onesta e attenta alle esigenze della gente”. “L’influenza della Chiesa – aggiunge – è stata notata anche dai parlamentari che tentano in tutti i modi di trovare l’approvazione del clero o dei leader religiosi. La Chiesa però  non fa campagna elettorale, ma collabora con le istituzioni per dare alla popolazione elezioni libere e tirare fuori il meglio dalla gente”.  

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