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  • » 03/10/2016, 10.21

    RUSSIA-VATICANO

    Chiesa ortodossa russa: Mai come oggi è importante la collaborazione fra ortodossi e cattolici

    Marta Allevato

    Intervista con lo hieromonaco Stefan (Igumnov), segretario per i rapporti tra cristiani del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. Il recente accordo su primato e collegialità firmato a Chieti. Le difficoltà del Sinodo pan-ortodosso. Il ricordo e il valore dell’abbraccio fra papa Francesco e il patriarca Kirill all’Avana.

    Mosca (AsiaNews) – Una collaborazione a tutto campo fra ortodossi e cattolici perché siano “forze di pace” e “punti di riferimento morale” in un mondo segnato da conflitti armati, terrorismo, persecuzione, consumismo, materialismo. È quanto si augura lo hieromonaco Stefan (Igumnov), segretario per i rapporti tra cristiani del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. In un’intervista con AsiaNews, egli spiega il valore dell’accordo firmato a Chieti su primato e collegialità. E parla anche delle difficoltà che trovano le Chiese ortodosse al loro interno. L’incontro di papa Francesco con il patriarca Kirill a Cuba è l’evento che ha catalizzato l’incremento di rapporti fraterni fra Mosca e Roma. Ecco l’intervista completa.

     

    Quale è il significato, per la Chiesa ortodossa russa, dell’adozione del documento sul primato e la collegialità, avvenuta nell’ultima sessione plenaria della Commissione mista a Chieti?

    L’adozione del documento è il risultato di molti anni di discussioni della Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica romana e quella ortodossa, sui temi che riguardano i principi della collegialità e del primato ai tempi dei cristiani del primo millennio della nostra era. Esso testimonia che, a quel tempo, l’atteggiamento verso questa questione, in Occidente e in Oriente, era un po’ differente, ma questa differenza non ha abolito la fondamentale unità dei cristiani. In questo modo, l’esperienza del primo millennio è il nostro patrimonio comune e il documento firmato pone una solida base per lo sviluppo ulteriore del dialogo ortodosso-cattolico. La Chiesa ortodossa russa è uno dei partecipanti più attivi a questo dialogo ed è sempre stata la forza che ha promosso tale processo, nonostante le difficoltà nate al suo interno, e a che a volte sembravano insormontabili.

     

    Perché proprio ora è stato possibile raggiungere un accordo sul documento?

    L’adozione del documento, negli anni precedenti, era stata frenata perché il progetto proposto allora non rifletteva la posizione generale delle Chiese, ma solo uno delle posizioni presenti all’interno del dibattito teologico. Il testo attuale si basa sulla tradizione, per noi comune, della Chiesa indivisa e su fonti che sono riconosciute da entrambe le parti. In questo modo, il documento può essere non un ulteriore materia di divisione e infinite dispute teologiche, ma la base di un progresso del nostro dialogo.

     

    Come questo può aiutare a sviluppare i rapporti con la Chiesa cattolica?

    Il rapporto tra ortodossi e cattolici oggi si sta innalzando, anche grazie al fatto che siamo riusciti a rafforzare il dialogo teologico. Ma i rapporti riguardano anche molti altri aspetti. Se si parla della collaborazione della Chiesa ortodossa russa con quella cattolica romana, allora questi si stanno sviluppando in direzioni come la collaborazione nella sfera accademica, culturale e umanitaria, nella questione della difesa dei valori tradizionali nella società e del sostegno ai nostri fratelli che vivono situazioni di pericolo, in diverse regioni del mondo. Proprio gli ultimi due temi sono stati al centro dello storico incontro del Patriarca Kirill con Papa Francesco, a L’Avana a febbraio di quest’anno. I leader delle due più grandi comunità cristiane hanno firmato un documento, in cui si fornisce una risposta alla domanda sulle cause della crisi globale nel mondo e si lancia l’appello a unirsi nella lotta contro ciò, che minaccia la stessa esistenza della civiltà umana. A mio parere, questo documento rappresenta il quadro di rifermento per una collaborazione più ampia tra i leader religiosi di tutto il mondo. Come hanno evidenziato, per esempio, i capi delle Chiese del Medio Oriente, l’incontro di Cuba è stato un segno di speranza e ha dato già impulso all’attivazione di una maggiore cooperazione tra loro.

     

    Dopo il Sinodo panortodosso di Creta quale è oggi il rapporto tra le Chiese ortodosse?

    Il mondo ortodosso sta vivendo oggi un periodo molto interessante della sua storia. Stanno rivivendo meccanismi della realizzazione del principio di conciliarità in una nuova fase, con condizioni mutate rispetto ai secoli in cui sono stati convocati gli ultimi Sinodi pan-ortodossi. Si tratta di un processo sfaccettato e di certo sul suo cammino si incontrano difficoltà. Purtroppo, a Creta non si è avuto un Sinodo pan-ortodosso. Tuttavia, il processo pre-conciliare non si è fermato e continuerà, affinché le Chiese ortodosse possano risolvere le controversie esistenti tra loro e dare una risposta unica alle sfide che oggi deve affrontare l’umanità.

     

    Quali sono le sfide che oggi i cristiani devono affrontare nella loro missione nel mondo moderno? Quale può essere una direzione dello sviluppo della collaborazione con i cattolici in questo senso?

    Oggi il mondo sta attraversando una profonda crisi, che colpisce molti aspetti della nostra vita. Si sono moltiplicati i conflitti armati, che minacciano di degenerare in uno scontro globale tra grandi potenze; si è diffuso un fenomeno come il terrorismo; si acuiscono le divisioni sociali; non è risolto il problema della fame e delle malattie; non si è neutralizzata la minaccia di una catastrofe ambientale. Uno dei motivi principali di questi problemi è l’aver seminato nella società il culto del consumismo, l’opposizione fra benessere materiale a quello spirituale. In queste circostanze, i cristiani sono chiamati a testimoniare al mondo i valori veri, ad adempire al ruolo di forze di pace e ad essere il ‘sale della terra’. Le Chiese devono rispondere a questa alta chiamata. Purtroppo, spesso vediamo che gli stessi cristiani perdono la bussola spirituale, sono influenzati dallo spirito pernicioso dei tempi, come per esempio succede con le dottrine di alcune Chiese protestanti, che hanno eroso il concetto di morale cristiana.

    La Chiesa ortodossa e quella cattolica rimangono una roccaforte della morale tradizionale e sentono la loro responsabilità per il futuro della civiltà. Hanno mantenuto il loro potenziale di forze di pace e rappresentano un punto di riferimento per coloro che non vogliono soffocare la voce della coscienza nel proprio cuore e vogliono cambiare in meglio il nostro mondo. In questo senso, mai come ora è richiesta una cooperazione tra ortodossi e cattolici sulle questioni più scottanti della contemporaneità.

     

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