28/11/2005, 00.00
Pakistan
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Chiesa pakistana: "Vivete l'Avvento ricordando chi soffre"

di Qaiser Felix

Il presidente della Conferenza episcopale pakistana invita la comunità - che si prepara a "celebrare la presenza amorevole di Gesù" - a ricordare chi soffre, in special modo i sopravvissuti al terremoto. Un invito anche ai cristiani di Sangla Hill: "Tragici eventi, ma rimanete saldi nella fede".

Lahore (AsiaNews) – "Celebrare un Natale semplice, senza spese inutili" ricordando, in questo periodo di Avvento, "coloro che soffrono intorno a noi, in special modo i sopravvissuti al terremoto dell'8 ottobre scorso". E' l'invito alla comunità cattolica pakistana contenuto in una Lettera pastorale firmata da mons. John Saldanha, arcivescovo di Lahore e presidente della Conferenza episcopale pakistana (Cep), e da mons. Joseph Coutts, vescovo di Faisalabad, vice presidente della Cep e direttore nazionale della Caritas.

I 2 presuli hanno scritto la Lettera in occasione della prima domenica d'Avvento: il testo "consiglia" la comunità cattolica sul modo migliore di celebrare le festività natalizie "ricordando in ogni momento che nel Paese vi sono persone che hanno bisogno di aiuto, di consolazione e di speranza". "Come cittadini pakistani – scrivono i prelati – condividiamo il dolore e le ferite di questa tragedia nazionale. In molte chiese vengono elevate preghiere in suffragio delle vittime di questa disgrazia". "Possiamo dire con orgoglio – aggiungono – che, anche se pochi, i cristiani sono stati fra i primi ad aiutare nelle zone colpite dal terremoto. Preti, suore, religiosi, parrocchie Ong cristiane, scuole e singoli volontari hanno risposto in maniera spontanea all'emergenza, in ogni modo. Hanno non solo raccolto denaro e materiali utili ai sopravvissuti, ma hanno utilizzato in ogni modo i loro 'talenti' per aiutare le vittime".

"Il presidente della Conferenza episcopale ha donato mezzo milione di rupie per il fondo di emergenza nazionale e, nella comunità internazionale, papa Benedetto XVI è stato fra i primi a contribuire agli aiuti oltre ad aver più volte invitato i leader mondiali a contribuire di più per cercare di arginare le emergenze del Paese".

"Allo stesso modo – sottolineano - la Caritas e le altre Ong cattoliche sono venute qui da diversi punti del Paese e del mondo e stanno lavorando giorno per giorno, in collaborazione con la Caritas pakistana, per migliorare la situazione. Rimarranno qui per aiutarci nei piani di ricostruzione a lunga scadenza e li ringraziamo sinceramente per il loro messaggio di sostegno e di aiuto generoso". "Conosciamo ed apprezziamo in modo particolare – dicono poi – la generosità dei cristiani del Pakistan, di cui molti poverissimi. Non è possibile calcolare o stimare il loro aiuto e non vi è neanche bisogno di farlo. Possa Dio benedirli e ricompensarli con abbondanza per la loro generosità e gentilezza".

"Ovviamente tutto ciò che abbiamo fatto è stato solo seguire gli insegnamenti di Cristo quando dice 'Ciò che farete al più piccolo dei miei fratelli, lo farete a me' (Mt. 25,40) o quando, dopo la parabola del buon Samaritano, invita tutti noi dicendo 'Và, e fa lo stesso anche tu' (Lu. 10,37).

"Tutto questo – spiegano - assume un'importanza particolare proprio perché ci prepariamo a celebrare il Natale, la celebrazione della presenza di Cristo in mezzo a noi. Ci prepariamo a celebrare il mistero della presenza amorevole di Gesù, e per questo dobbiamo fare uno sforzo speciale per rendere reale e tangibile questo amore per i poveri e per coloro che soffrono".

In conclusione i prelati offrono le loro "più sincere condoglianze" ai cristiani di Sangla Hill, colpiti il 12 novembre da "tragici eventi", ma li esortano a "rimanere stabili nella loro fede".

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