28/11/2019, 08.51
RUSSIA-EGITTO
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Chiude la chiesa ‘egiziana’ di Mosca: è rottura dei rapporti col Patriarca di Alessandria

di Vladimir Rozanskij

Teodoro II di Alessandria ha riconosciuto la Chiesa ortodossa ucraina. La chiesa “egiziana” di Tutti Santi è molto amata dai russi per il coro professionale che ravviva la liturgia.

Mosca (AsiaNews) - I fedeli della chiesa “egiziana” nella capitale sono disperati: nei giorni scorsi è stata annunciata la chiusura della rappresentanza a Mosca del patriarcato ortodosso di Alessandria. La delegazione alessandrina si trova presso la chiesa russa di Tutti i Santi ai Kulishki, in centro. L’edificio molto antico (XIV secolo), è facilmente riconoscibile per la torre pendente. Il parroco è lo stesso metropolita Afanasios (Kikkotis) di Cirene (v. foto), esarca di Libia, a Mosca da più di 20 anni e molto amato dai parrocchiani russi. La rappresentanza di Alessandria e “di tutta l’Africa” è caduta sotto la scure del patriarcato di Mosca a causa del riconoscimento della nuova Chiesa autocefala di Kiev, deciso del patriarca Teodoro II nelle scorse settimane. Ciò ha provocato la rottura delle “relazioni eucaristiche” con i russi. In attesa della decisione finale del Sinodo moscovita sulla destinazione della chiesa, per ora le celebrazioni continuano e i fedeli si stringono attorno ad Afanasios e al suo famoso coro bizantino, specialista delle antiche melodie monotonali, assai diverse dalle polifonie delle chiese russe.

Sul sito della delegazione alessandrina a Mosca spicca ancora la foto dei due patriarchi, Kirill (Gundjaev) di Mosca e Teodoro (Choreutakis) di Alessandria, ritratti non solo come fratelli di fede, ma anche come vecchi amici. I parrocchiani hanno risposto alle domande dell’inviato di Ria-Novosti, raccontando che Afanasios non era per nulla favorevole al riconoscimento degli ucraini, proprio per non provocare lo scisma con i russi.

Di per sé, la chiesa era prossima alla chiusura da tempo, per la necessità di un restauro generale, e un settore della stessa è già inaccessibile. I parrocchiani temono che insieme al parroco-metropolita, grande diffusore della cultura greca a Mosca (presso la chiesa si tengono corsi molto apprezzati di greco moderno), si interrompa anche la tradizione del coro, capace di proporre il meglio del repertorio liturgico sia greco che slavo. La liturgia ortodossa è interamente cantata, e i cori professionali sono molto ricercati; proprio la maestria del coro “alessandrino” porta molte persone a frequentare la chiesa di Tutti i Santi.

Il patriarcato di Alessandria è uno dei cinque patriarcati dell’antica “pentarchia” della Chiesa antica (Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme), ma sopravvive quasi soltanto come “simbolo” di quei primi secoli, in quanto la massa dei fedeli in Egitto appartiene alla Chiesa Copta “monofisita”, che si staccò nel 451 dopo il concilio di Calcedonia. Il patriarcato di Teodoro vive grazie alle sovvenzioni delle Chiese ortodosse di Grecia, Cipro e Stati Uniti; attualmente è composto da 37 chierici, dei quali 5 africani e un arabo, mentre gli altri vengono dalla Grecia come lo stesso Teodoro.

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